Vittoria, Di Falco annuncia: né con Aiello né con Sallemi

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Sarà uno scontro destra-centrosinistra.

Di Falco, uno dei quattro candidati sindaco alle amministrative di Vittoria, in conferenza stampa, pochi minuti fa, ha annunciato che non ci sarà alcun apparentamento. Nè con Ciccio Aiello, da cui non era pervenuta alcuna formale richiesta in tal senso, né con Salvo Sallemi, che era andato in pressing per un accordo.

Il candidato civico, che in linea ideale guarda più al centrosinistra che alla destra pura di Sallemi, ha spiegato di aver ricevuto prima una proposta di apparentamento tecnico. In questo modo, ha spiegato, peraltro avremmo avuto quattro consiglieri invece di due… Ma poi l’iniziale ‘aggancio’ si era trasformato in una condivisione piena, politica… Che ha portato Di Falco e il gruppo che lo sostiene (anche se pare che, al di là dell’unanimità ostentata ci siano state ampie discussioni interne) a declinare l’invito di fare da stampella della destra. Lo ha chiarito laconicamente: “Noi abbiamo fatto una scelta di campo”.

E quindi? Liberi tutti, con un’opzione che – in realtà – non pochi si pongono: Aiello, Sallemi, astensione.

Anche Gurrieri dei 5 Stelle, con 24 ore d’anticipo, aveva dichiarato equidistanza, senza alcuna indicazione di voto.

Ora, anche se in realtà la legge era già abbastanza chiara, non v’è dubbio alcuno: chi vincerà avrà la maggioranza in consiglio comunale.

Dichiarazioni a parte, è chiaro che le dinamiche risultano abbastanza chiare. Ciccio Aiello difenderà il suo zoccolo duro di voti, provando a rosicchiare qua e là qualche altro consenso. Sallemi, invece, avrà dalla sua l’elettorato di riferimento (che però ha dimostrato di preferire più il simbolo che il candidato sindaco), e quella trasversale e non quantificabile (almeno non fino al 25 ottobre) fetta di cittadinanza che il voto a Ciccio Aiello non lo darebbe mai e poi mai.

Insomma: “a me tutti gli anti Aiello”… Che nei fatti è lo stesso espediente utilizzato dalla destra alle ultime amministrative, quando però preferì tenere da parte i simboli per una improbabile, e malcelata, compagine civica.

Far gongolare Giorgia Meloni e Matteo Salvini per aver vinto in una ‘piazza’ dove già la destra, travestita da civica, non aveva stupito per performance e progetti di rilancio della città, o votare Ciccio Aiello, che – in tanti – ormai preferirebbero si limitasse all’uso dei social per lezioni su Dante. La sua politica urlata (che dovrebbe piacere a destra, in verità, che vanta maestri nel buttar tutto in caciara) e la sua idea di città (e di come si amministra) si rivelano aggregatori potenti, equamente tra chi lo acclama e chi si turerebbe (o si turerà!) il naso votando a destra pur di non vederlo a palazzo Iacono.

Aiello, Sallemi, scheda bianca/astensionismo.

Programmi, progetti, analisi, visioni del futuro, alleanze civiche, sinergie educative… possono attendere!