Covid Sicilia, Ragusa al picco, altre 4 province lo hanno già superato

2805

Nell’ultima settimana i nuovi positivi in Sicilia sono stati 73.163, il 9,3% in più rispetto alla settimana precedente, con l’indice di positività, passato dal 20,2% al 20,4%, sostanzialmente stabile. E’ quanto rende noto l’Ufficio Statistica del Comune di Palermo, evidenziando in una nota i dati relativi all’andamento della pandemia diffusi ieri dal Dipartimento della Protezione Civile. “Nella settimana appena conclusa – rileva lo statistico Girolamo D’Anneo – si è registrato un aumento del numero dei nuovi positivi (con un tasso di incremento però inferiore al 10%, contro il +140,6% della settimana precedente), accompagnato da un forte aumento del numero delle persone ricoverate, dei nuovi ingressi in terapia intensiva e dei decessi”.

Secondo le analisi del matematico Giovanni Sebastiani dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “M. Picone” del Cnr, quattro province siciliane, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani, avrebbero già superato il picco dei contagi della quarta ondata. Per quanto riguarda le altre città della Sicilia, Ragusa sarebbe attualmente al picco, mentre le restanti quattro (Agrigento, Catania, Palermo e Siracusa) vengono definite “in crescita frenata”, ovvero senza un boom di positivi, come invece avvenuto altrove.
“Come avviene di norma, c’è un’accelerazione della curva dei decessi, che segue con ritardo quella dei positivi avvenuta nelle ultime settimane del 2021. Stranamente non si osserva un andamento analogo per la curva degli ingressi in terapia intensiva, che al contrario sembra frenare la crescita – rileva Sebastiani. – Questa anomalia potrebbe essere spiegata con le diverse manifestazioni cliniche della Omicron, presumibilmente prevalente in Italia al momento. La minor frequenza di polmoniti nella Omicron comporterebbe una minore probabilità di ricovero in terapia intensiva, senza però una conseguente riduzione dei decessi di soggetti fragili, a causa dei valori più alti dell’incidenza in combinazione con una vaccinazione con solo due dosi”.