Soldi, soldi… milioni da Roma anche per la Siracusa-Ragusa-Gela

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Soldi, soldi. Ma non la bella canzone con cui Mahmood ha vinto il Festival di Sanremo tre anni fa. Quella – trattando di vicende familiari, profonde e complesse – era sicuramente una ‘storia vera’.

Questa – perdonateci la proverbiale diffidenza sicula (ci si conceda qualche stereotipo!) – potrebbe essere l’ennesima un’ubriacature di cifre. Soldi a valanga che arrivano da Roma. E che dovranno essere spesi per le indecorose infrastrutture siciliane. Indecenti quelle esistenti, inqualificabili per quanto attiene quelle che si attendono da decenni.

Milioni per la Sicilia, ma poi verranno spesi? E bene? Sarà!

Il Cipess (il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), su proposta dei ministri delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e per il Sud, Mara Carfagna, ha approvato un’anticipazione dei fondi Fsc per 6,3 miliardi, di cui 5,1 miliardi riservati al Sud. Il 19% del totale, pari a 1 miliardo e 213 milioni, è destinato alla Sicilia: 505 milioni per strade, 408 milioni per ferrovie e 299 milioni per infrastrutture idriche. Si tratta di 1,62 miliardi per opere immediatamente cantierabili (892 milioni di competenza statale e 170 milioni per enti locali) e di 151 milioni per opere da completare (di competenza locale).

Tra le opere in dettaglio (con l’ente competente e le somme assegnate): Cas, lotto 9 Scicli della Siracusa-Gela, tratta Rosolini-Ragusa (350 milioni); manutenzione straordinaria della tangenziale di Messina sulla A20 Messina-Palermo (24,3 milioni); riqualificazione tra lo svincolo di Giarre e la Barriera di Catania Nord sulla A18 Messina-Catania (23,9 milioni); messa in sicurezza delle gallerie Cicero e Calavà lungo la A20 Messina-Palermo (16,8 milioni)… Eccetera, eccetera, eccetera…

Ama virri!