Via Roma e il progetto culturale per la Ragusa che verrà. Intervista a Clorinda Arezzo

896

Sebbene abbia riscosso davvero pochi consensi finora, è ancora aperta la concertazione sul progetto di pedonalizzazione del ponte di via Roma presentato settimane fa dall’amministrazione Cassì. Un’opera che si affiancherebbe alla nuova sistemazione della principale via cittadina, almeno nel tratto da corso Italia verso piazza Libertà. E quindi: nuova illuminazione, nuovi arredi urbani al posto delle attuali panchine “troppo accoglienti”, razionalizzazione delle aree a verde compatibili coi nuovi dehors, per far diventare la via “un centro commerciale all’aperto”.

Una visione che sembra non fare i conti (perlomeno il tema non è stato affrontato durante la presentazione da parte del sindaco e degli assessori Giuffrida e Barone) con l’impronta identitaria di via Roma e del ponte, per generazioni di ragusani luogo simbolo del passeggio e dell’incontro, nonché col valore culturale racchiuso tra quei palazzi. Per approfondire questi concetti, abbiamo quindi intervistato l’assessore alla Cultura, Clorinda Arezzo.

“Il senso culturale della nuova via Roma? Premettendo che si tratta di iniziative portate avanti da altri assessorati, io credo che, indipendentemente dalla percezione che ognuno ha avuto alla presentazione di questi progetti, tutti quanti abbiamo in mente ciò che era questa strada e quello che rappresentava. Probabilmente non possiamo più tornarci, perché sono cambiate molte variabili importanti, però possiamo andare avanti, guardare al futuro e trovare una nuova chiave. Penso quindi che la cosa più proficua, per cercare di riportare vitalità in un luogo per troppo tempo abbandonato a sé stesso, sia intervenire in maniera strutturale. Non possiamo continuare ad affidarci a eventi di grande richiamo, non sono una soluzione a lungo termine. In questo, e io condivido appieno, si caratterizza la visione dell’amministrazione. Abbiamo cercato di immaginare un asse viario importante, all’interno di un’area sulla quale stiamo investendo davvero tanto in termini di idee, progetti, risorse economiche, circondandolo di punti di riferimento. Nel mio caso, punti di riferimento culturali. L’obiettivo è proprio quello di riportare anche su via Roma la funzione originaria, ovvero collegamento privilegiato con le attività più significative per una comunità che può tornare a ritrovarsi nel suo centro storico”.

Cartografia e schemi alla mano, Clorinda Arezzo passa in rassegna la nuova mappa culturale di Ragusa superiore, strettamente collegata con Ibla, fatta di interventi di recupero di spazi significativi, nonché di uno sforzo progettuale per rendere finalmente interessanti i musei cittadini. “Tentativi mirati a ricreare una sorta di appeal che nel frattempo è stato perso”. 

Dal Centro Commerciale Culturale di via Matteotti (“chiamato così per rispondere provocatoriamente alla funzione aggregativa dei centri commerciali e richiamare giovani e adulti a riunirsi in un luogo dove non si vende nulla, tranne cultura”), al teatro Concordia (“un piccolo sogno, destinato finalmente a realizzarsi grazie ai passi concreti portati avanti in questi anni”).

“Da teatro a teatro – ha proseguito Clorinda Arezzo – passando da via Roma, si arriva al Duemila, anche questa una scommessa fatta assieme ai privati, che persino durante il secondo inverno di pandemia e restrizioni, ha riscosso successo”. Due poli culturali complementari. “L’uno non escluderà l’altro – ha evidenziato – visto che si tratta di realtà diverse, il Concordia da 400 posti, il Duemila da 1500, che potranno completarsi a vicenda”.

Rimanendo in zona, Clorinda Arezzo rivendica “la folle impresa legata alla fruizione continuativa di Cava Gonfalone, spazi suggestivi dal valore storico che hanno ospitato eventi culturali di rilievo, con crescente riscontro di pubblico”. Anche questa una sperimentazione avviata durante la primavera scorsa, con il coinvolgimento di associazioni private e guide turistiche, che ha riscosso successo e che adesso verrà messa a bando per 24 mesi.

La mappa culturale dell’assessore da Cava Confalone, attualmente accessibile da via Risorgimento, riporta al Marsala, su via Orlando. “L’amministrazione sta infatti ultimando la sistemazione dello storico percorso, che rappresenterà una ulteriore attrazione, ricca di elementi di rilievo”.

Dal Marsala, attraversando l’altro ponte, si passa davanti a Palazzo Zacco. “La sede principale del progetto CULT.HU.RA – ha ricordato Clorinda Arezzo – che si propone di realizzare la rete museale cittadina. Si tratta di un progetto al quale lavoro dal mio insediamento”. La rimusealizzazione totale di Palazzo Zacco “al momento solo un bellissimo palazzo, in una posizione perfetta per rappresentare il collegamento tra i nostri due centri storici” permetterà a Ragusa di avere finalmente un museo civico. Alla manifestazione di interesse hanno risposto in 7 che sono stati invitati a presentare la propria offerta”. La rete culturale comprende l’auditorium San Vincenzo Ferreri e Palazzo Cosentini.

La “cintura di luoghi culturali” che abbraccia il centro storico si collega ad altre iniziative, “condivise dall’intera amministrazione”. Arezzo cita la rifunzionalizzazione dell’ex biblioteca di via Matteotti, che diventerà sede di uffici comunali, l’affidamento a privati del City, gli importanti progetti di sistemazione della Vallata Santa Domenica, tra cui i percorsi naturalistici che collegheranno, ancora una volta, i due centri storici.