Black friday nero per i negozi di moda: vendite in calo del 30%

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In provincia di Ragusa il Black friday è risultato molto deludente per i negozi di vicinato del settore moda, frenati oltre che dalla sempre più grave crisi economica anche dalle pessime condizioni meteorologiche. Si è registrata una diminuzione delle vendite del 25-30% rispetto al periodo analogo del 2021. A dirlo è il presidente provinciale Federmoda Ragusa, Daniele Russino. “Considerato che della nuova stagione autunno/inverno sinora si era venduto tra il 15-20% dei prodotti in negozio causa l’anomalo clima mite che ha disincentivato gli acquisti – prosegue ancora Russino – il quadro di preoccupazione e gravità lo si può ritenere al completo. Questa pratica del Black friday, non normalizzata e nata come esempio di vendita promozionale inglese limitata all’ultimo venerdì di novembre, fa comodo soprattutto alla grossa distribuzione e ai colossi del web come escamotage per anticipare i saldi già a metà novembre favorendo le vendite su internet delle multinazionali e le catene in franchising che hanno interesse a vendere il più possibile per il periodo più lungo possibile, penalizzando il commercio locale e danneggiando nei centri urbani i negozi di vicinato e di qualità che non possono vendere a inizio stagione articoli come cappotti, maglioni, piumini e calzature invernali a prezzi così scontati con il rischio di compromettere oltre la sostenibilità dei costi di gestione anche in vista delle vendite natalizie e dei saldi ufficiali, autorizzati ai primi di gennaio 2023”.

“La crisi del settore – continua Russino – si è ulteriormente aggravata e per molti titolari dei piccoli negozi di vicinato sta diventando insostenibile, quegli stessi negozi che animano i nostri centri urbani e oggi rischiano la chiusura con la prospettiva di perdita di posti di lavoro per i tanti occupati nel comparto. È auspicabile in tal senso che, con urgenza, siano poste in essere misure strutturali a difesa del settore a partire, ad esempio, dall’abbassamento dell’Iva e di una minore pressione fiscale”.