Cassì e il monito ai possibili alleati. Nessuna discontinuità, sennò si tira diritto

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Ha parlato per oltre sessanta minuti, ieri sera, alla Camera di Commercio, il sindaco uscente di Ragusa, Peppe Cassì, formalizzando nei fatti la sua ricandidatura per i prossimi cinque anni. Lo ha fatto con alle spalle i suoi assessori e tra il pubblico anche alcuni potenziali alleati (dal gruppo di Ragusa Prossima a quello legato a Ignazio Abbate, che è arrivato quasi alla fine dell’incontro, per un abbraccio finale che sembra valere più di una dichiarazione).

Un lungo monologo quello di Cassì infarcito di esperienze personali vissute in questi cinque anni e due chiari obiettivi politici: confermare la sua totale lontananza dai partiti e avvertire i possibili alleati: “Non si azzera nulla, proseguiamo su una strada virtuosa”. E poi l’affondo: la sua squadra assessoriale non è in discussione. Salvo, poi, ampliarla ad una coalizione individuando “regole d’ingaggio” (il termine è quantomeno bizzarro) comuni con chi si vorrà affiancare a lui per le prossime amministrative. L’avvertimento, come confermano anche alcuni esponenti politici vicini al sindaco uscente, è chiaramente rivolto al gruppo legato a Giorgio Massari. Quest’ultimo qualche giorno fa, in un’intervista a Ragusah24, aveva dichiarato che l’alleanza con Cassì dovrà contemplare “un nuovo progetto, che prevede la ridefinizione di programmi”. Insomma, un ripartire da zero circa l’assetto amministrativo, senza nulla di precostituito.
“Non siamo – aveva chiarito Massari a Ragusah24 – un innesto, ma un soggetto che dialoga in modo paritario. Siamo un Movimento e vogliamo dare dignità a questa nostra storia”. Ossia: discontinuità politica, quindi, che riguarda la compagine amministrativa, e rivisitazione dei programmi.

Il freno a mano di Cassì è stato chiaro: nessuna discontinuità. L’intento, rivolgendosi agli assessori seduti alle sue spalle, è quello di: “consolidare questa squadra e aggiungere altri esponenti, ma molto si baserà sui rapporti personali”. Considerando che dovrà integrare quelli dei movimenti che dovrebbero appoggiarlo, non è chiaro come Cassì possa pensare di consolidare il gruppo esistente. Quello a Ragusa Prossima appare più che un altolà, un monito che suona più o meno così: io sono un sindaco amato dai cittadini (“io ho instaurato un rapporto con la città, direttamente, senza filtri”) e sono loro i miei primi alleati. Se ci saranno alleanze con liste civiche ben vengano, altrimenti, andrò diritto da solo, certo del sostegno della gente. Un segnale a conferma dell’impostazione che Cassì ha dato in questi cinque anni al proprio ruolo di sindaco. Supportato da un gruppo di fedelissimi, ha governato senza i ‘fronzoli’ del confronto e della ricerca degli equilibri interni. Un uomo solo al comando. Strada difficilmente percorribile con i possibili alleati che la politica (maldestramente strapazzata da Cassì nel suo monologo di marca schiettamente populista) l’hanno sempre approcciata con rispetto, competenza e consapevole spirito di servizio.

Ecco perché, più che le regole d’ingaggio, Cassì dovrebbe partire da un bagno d’umiltà, perché ritenere di avere la gente dalla propria parte non è ragionamento genuinamente politico, né sostenibile in un dialogo per la costruzione di un’alleanza. Per questo, l’incontro di ieri, si potrebbe riassumere in: ‘scumazza’, come avrebbe detto uno dei brutti e cattivi della vecchia politica. Ma adesso, nelle segrete stanze (che siano dei movimenti civici e non dei partiti poco cambia), iniziano le vere manovre.