Suore carmelitane missionarie e laici di Tu.C.Um. insieme tra le serre di Marina di Acate

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È stato il vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, a consegnare il mandato missionario ai volontari di Tu.C.Um. (Tutti custodi di umanità) che hanno vissuto alcuni giorni di campo lavoro nella Fascia Trasformata, insieme alle suore carmelitane missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù che da un anno vivono tra le serre di Marina di Acate. Nella chiesa madre di Acate, il vescovo ha presieduto la celebrazione eucaristica, concelebrando con il parroco, don Mario Cascone, e il vice parroco, don Vincenzo Guastella. Alle suore e ai laici di Tu.C.Um., il vescovo ha manifestato la “gratitudine di tutta la Chiesa di Ragusa” per la presenza al servizio degli uomini, le donne e i bambini che vivono in quelle “periferie esistenziali” di cui parla papa Francesco. Il vescovo ha sottolineato l’impegno quotidiano delle suore e dei volontari “in questo luogo in cui siete chiamati a far rinascere, con la vostra presenza, una speranza, a far rinascere una vita che probabilmente in tante persone è messa a tacere”. Un cammino nel quale, ha assicurato monsignor La Placa, “avete il sostegno di tutta la nostra Chiesa”. Nel suo saluto, suor Monica Muccio, superiora della provincia Italia-Malta-Romania delle suore carmelitane missionarie, ha detto: “L’invito di Papa Francesco, che ci ricorda come quell’indicazione di Gesù ad andare ‘fino ai confini della terra’ debba spingerci a oltrepassare i luoghi consueti, ci ha portate qui, un anno fa. Sin dai primi giorni abbiamo trovato porte aperte, cuori accoglienti, mani tese per collaborare insieme. L’invisibile, giorno dopo giorno, si è fatto a noi prossimità: sguardi di bambini, uomini e donne da custodire e incoraggiare. È un territorio di grandi fragilità, dove l’isolamento, lo sfruttamento e non di rado la violenza appiattiscono le vite sul presente e rischiano di negare anche il desiderio di futuro. Ma è luogo al tempo stesso di un’umanità vera, accogliente, che – se sostenuta – può generare comunità e promuovere percorsi di concreta fraternità”. Suor Monica ha ringraziato il vescovo “per l’accoglienza e l’affetto che abbiamo sin da subito ricevuto dalla Chiesa di Ragusa”, la parrocchia, la Caritas diocesana, la comunità di suore che vive a Marina di Acate, i laici di Tu.C.Um., e i volontari di Acate “per la loro preziosa collaborazione”. Il campo lavoro, con la presenza di laici e suore provenienti dal Lazio, dalla Campania e dalla Sicilia, ha previsto momenti di conoscenza del territorio della Fascia trasformata, incontri con le famiglie rumene e tunisine. “Ci siamo sentiti accolti come i più graditi degli ospiti, come veri amici – spiega un volontario al termine del campo lavoro -. Sono stati giorni di vera bellezza, perché in un territorio pur provato da situazioni di fragilità, abbiamo incontrato tanta gente che ci ha aperto il proprio cuore. La cosa più bella è stata condividere la quotidianità, riconoscendo come le differenze siano un punto di forza nelle nostre relazioni e non un muro che ci allontana”. Il momento più bello è stato vissuto domenica, con un pranzo in cui i piatti della tradizione tunisina e rumena si sono accompagnati a quelli tipici della provincia di Ragusa. Una giornata in allegria, con giochi per tantissimi bambini e belle occasioni di dialogo e confronto, consolidando l’azione quotidiana delle suore che da poco più di un anno vivono a Macconi. Nello stile della gratuità e della fraternità.