In Spagna il primo bus alimentato con biometano da acque reflue

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immagine generata con l'I.A.

Un autobus che funziona… grazie agli scarichi dei bagni. Non è fantascienza, ma realtà a Barcellona, dove sulla linea V3 è entrato in servizio da pochi mesi un mezzo alimentato con biometano ricavato dalle acque reflue della città.

Il progetto si chiama Nimbus e coinvolge l’azienda idrica Veolia, i trasporti pubblici TMB e l’Università Autonoma di Barcellona, con il sostegno dell’Unione Europea. Tutto parte dal grande impianto di depurazione di Baix Llobregat, che ogni giorno tratta circa 400 mila metri cubi di acque reflue. Dai fanghi residui, attraverso fermentazione, si ottiene biogas. Ma la vera innovazione sta in un passaggio successivo: la trasformazione dell’anidride carbonica, che normalmente viene scartata, in ulteriore biometano grazie alla combinazione con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili.

Il risultato, secondo quanto riportato da Ilpost, è un carburante che riduce le emissioni dell’80 per cento rispetto ai bus a metano tradizionali. E per chi teme cattivi odori, nessun problema: il biometano è inodore e viene aromatizzato artificialmente soltanto per motivi di sicurezza.

L’esperimento viene già considerato un successo e l’obiettivo, nei prossimi anni, è riconvertire progressivamente gli altri 300 autobus a metano della flotta cittadina. Un passo concreto per rendere più sostenibile la mobilità urbana e dimostrare che perfino le acque reflue possono diventare una risorsa.