27 anni dopo la strage di S.Basilio: il mio ricordo e quello della città

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Quel pomeriggio, come tutti i vittoriesi, io me lo ricordo bene. Ogni vittoriese ricorda cosa stesse facendo quando ha saputo della “Strage”.

Io sono tra quelli che ce l’ha stampato nella memoria per diversi motivi. Il primo è che in quel bar, con i miei familiari, ci entravo spesso e avrei dovuto farlo anche quel pomeriggio, in quegli istanti. Ricordo benissimo che mio fratello mi propose di fargli compagnia mentre andava a comprare le sigarette. Gli chiesi qualche secondo per cambiarmi, lui intanto cercava gli occhiali in ogni angolo della casa. Alla fine, li afferrò al volo e uscì senza di me che nel frattempo, presa dalla calma e dalla lentezza del periodo festivo, avevo preferito rimanere sul divano, in tuta.

Mio fratello tornò qualche minuto dopo, senza sigarette per lui e mio padre, e una espressione sul viso che ricordo ancora. La strage, in quegli istanti mentre cercava gli occhiali e io decidevo se accompagnalo o meno, era già avvenuta. Quell’episodio cambiò la vita di molti vittoriesi che decisero da che parte stare. Con mio padre, che all’epoca era uno dei dirigenti della Cna di Vittoria, decidemmo di tornare a frequentare quel bar non appena riaprì. I titolari erano (e sono) persone per bene e non meritavano di subire altro. Con il resto della famiglia poi partecipammo alla fiaccolata contro la mafia che si tenne qualche giorno dopo. Io, leggendo e rileggendo i vari articoli, decisi definitivamente che avrei fatto la giornalista.

Come è noto all’interno di quel bar il 2 gennaio 1999 furono trucidate 5 persone. Tra loro anche Salvatore Ottone e Rosario Salerno, che si trovavano lì come normali clienti, estranei a qualsiasi contesto criminale, diventando vittime innocenti di una violenza cieca che ha segnato profondamente la storia della città.

Oggi, 27 anni dopo, la città ricorda. Il pomeriggio è iniziato con la deposizione di una corona di fiori, da parte del sindaco Francesco Aiello, sulla lapide posta in Piazza del Popolo. Subito dopo si è tenuta una messa nella Basilica di San Giovanni Battista.

A partecipare non solo i familiari delle vittime innocenti e diversi cittadini, ma anche diversi componenti della Giunta Comunale, oltre al Sindaco, alcuni giocatori della squadra di calcio locale e gli Ultrà del Vittoria calcio, il cui gruppo porta proprio il nome di Turi Ottone, anche lui tifoso della realtà vittoriese.

Celebrazione eucaristica, 2 gennaio 2026

Proprio loro, alla fine della celebrazione, hanno srotolato uno striscione e intonato cori in ricordo del loro amico.

Ultras Vittoria, 2 gennaio 2026

Foto Gianluca Salvo, per il Comune di Vittoria