
Anche quest’anno la Cattedrale di San Giovanni Battista e il Duomo di San Giorgio Martire celebrano l’anniversario del devastante terremoto del 1693, uno degli eventi più drammatici della storia del territorio. Il 2026 segna in particolare il 333° anniversario del sisma che, secondo le fonti storiche, provocò decine di migliaia di vittime nell’intero circondario e cambiò per sempre il volto delle città del Val di Noto.
La ricorrenza intende rinnovare la memoria e l’orgoglio del popolo di Dio in cammino, sottolineando il valore storico, religioso e simbolico di un evento che segnò l’avvio della ricostruzione urbana secondo nuovi criteri e nuovi stilemi architettonici.
Il momento centrale delle celebrazioni è in programma domenica 11 gennaio, data in cui il terremoto raggiunse il suo apice distruttivo. In serata, al portale del Duomo di San Giorgio, nella città antica di Ibla, si terrà l’atto di affidamento della città di Ragusa ai santi patroni San Giovanni Battista e San Giorgio Martire. L’iniziativa è stata promossa dai parroci delle due chiese madri, il canonico sacerdote Giuseppe Antoci per la Cattedrale e il canonico sacerdote Giuseppe Burrafato per il Duomo.
Alla cerimonia religiosa seguirà la commemorazione civile, in un momento di raccoglimento che intende coinvolgere non solo i fedeli, ma l’intera comunità cittadina. L’evento si propone infatti come occasione di riflessione condivisa sul significato profondo di una tragedia che, pur nel dolore, ha dato origine alla rinascita di Ragusa e alla definizione della sua identità storica e culturale.
