
Uno studente che fino a due anni fa frequentava l’università di Messina, Yassin Mirzaei, è stato ucciso in Iran l’8 o il 9 gennaio, a Dareh Deraz, nel corso delle proteste contro il regime.
Mirzaei aveva studiato Scienze geofisiche per il rischio sismico e dopo il periodo di studi in Sicilia era tornato nella sua città natale, Kermanshah, nel Kurdistan occidentale, a circa 500 km da Teheran.
L’Università di Messina ha espresso profondo cordoglio per la sua scomparsa e solidarietà alla comunità studentesca iraniana dell’ateneo, che sta vivendo ore di forte apprensione, anche a causa delle difficoltà nel contattare familiari e amici in Iran.
A Messina, oltre 1.500 persone hanno partecipato a una manifestazione in Galleria Vittorio Emanuele insieme agli studenti iraniani presenti nell’ateneo, circa 620, per ricordare Yassin Mirzaei e mostrare vicinanza alla comunità colpita dalla tragedia. Mirzaei si trovava in Iran per trascorrere le vacanze natalizie con la famiglia, ma non è più rientrato in Sicilia.
Il sindaco di Messina, Federico Basile, ha ricordato il giovane definendolo “un ragazzo che aveva scelto la nostra città per costruire il proprio futuro condividendo con noi il suo percorso di studio e le sue speranze. Messina è una comunità che crede nella dignità della persona, nella libertà e nel rispetto dei diritti fondamentali”.
In un post ufficiale, l’Università di Messina ha sottolineato il proprio impegno a sostegno degli studenti iraniani dell’ateneo e ha riaffermato i valori della comunità universitaria: tutela della persona, rispetto dei diritti umani, libertà di pensiero e rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione. L’ateneo ha inoltre garantito supporto concreto agli studenti e ha accolto le iniziative di sensibilizzazione promosse in città nel rispetto dell’autonomia e della libertà di espressione della comunità accademica.
