
Il ciclone Harry non ha risparmiato neanche Casa Gialla, la struttura sul Molo di Sampieri diventata in pochi anni un punto di riferimento per l’inclusione e il sostegno ai giovani del territorio. Le immagini che arrivano dal borgo marinaro raccontano una devastazione pesante: arredi, materiali didattici, libri, quaderni e persino i congelatori sono stati distrutti dall’acqua e dal fango.
A Casa Gialla negli anni, si sono costruiti percorsi di socialità, di supporto educativo e di prevenzione della dispersione scolastica. La struttura, nata nel 2021 con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e promuovere l’inclusione, ora si trova a fare i conti con una ferita profonda.

Nonostante il danno, però, la comunità non si è arresa. Subito dopo l’alluvione, i volontari, le famiglie e i ragazzi hanno iniziato a ripulire e a mettere in sicurezza gli spazi, insieme alla Protezione Civile.
Le parole di Simona Trombetta, responsabile dell’associazione, descrivono con lucidità e commozione il dramma e la speranza di chi non vuole mollare:
Non avremmo mai immaginato di dover scrivere queste righe. E avremmo dovuto farlo già ore fa. Scusateci se lo facciamo solo ora, ma siamo certi che ci capirete. Questa mattina, entrando alla Casa Gialla, le parole non sono arrivate subito. Prima è arrivato il colpo allo stomaco. Non era più lei. Ma poi siete arrivati voi. E nonostante tutto quello che avevamo costruito in questi anni fosse impastato di acqua e di sabbia, rovinato o distrutto, all’improvviso è tornata a essere lei: Casa. Non più gialla, magari. Più che altro marrone.
Ma una casa, piena di amici. Ed è da qui che vogliamo partire: da un grazie, dal profondo, a tutti voi.
“Piano piano- ha aggiunto ai microfoni di Ragusah24– rimetteremo in piedi la nostra casa. E tornerà Gialla e a risplendere insieme a chi vorrà stare insieme a noi. Promesso. Con tutto il cuore.”

Trombetta spiega che la struttura è stata gravemente compromessa: libri, quaderni e materiale didattico sono andati distrutti, così come i congelatori e buona parte degli arredi. Un colpo duro anche dal punto di vista emotivo, perché “qui c’era la storia di questi ragazzi, i loro disegni… ma la cosa più importante è che eravamo chiusi quindi loro stanno bene”.
Ora, insieme alla Protezione Civile, si lavora alla pulizia e allo smaltimento dei materiali: plastica, ferro, cartone. Un’operazione lunga, che richiede anche il supporto della comunità. L’associazione lancia un appello concreto: chi può, anche solo con un sacchetto di abiti da lavare, può contribuire a far ripartire Casa Gialla. La struttura, infatti, ospitava anche un locale dove venivano raccolti e scambiati vestiti, molti dei quali ora sono compromessi e altri da sanificare.
“Casa Gialla non è un doposcuola – sottolinea Trombetta – ma un luogo che 60 ragazzi considerano ‘casa’. Gli adolescenti qui hanno spazio nel quale si confrontano, trovano l’alternativa ad alcune scelte pericolose. È per loro che ci rimettiamo in piedi. Chi può, quindi, ci dia una mano”.

La speranza è che, dopo la devastazione, possa tornare presto la normalità, e con essa il colore e la vitalità che hanno sempre caratterizzato Casa Gialla.
