
Si è conclusa nelle prime ore di questa mattina una vasta operazione di soccorso nel porto di Pozzallo, che ha permesso di mettere in sicurezza 222 persone, tra cui 62 minori, recuperate in alto mare dalla Guardia Costiera. Nelle stesse ore, 95 migranti sono sbarcati a Lampedusa, con tre di loro trasferiti per cure mediche.
A Pozzallo, l’allarme è scattato intorno alle 2 di notte, quando un peschereccio in legno sovraccarico è stato avvistato in difficoltà, alla deriva a circa 50 miglia a sud-est della costa ragusana. Dalla Capitaneria di Siracusa è partita la motovedetta Cp 323, mentre da Pozzallo ha salpato la Cp 302, entrambe impegnate nell’individuazione e nel recupero dei naufraghi.
Una volta localizzato il natante, la Guardia Costiera ha effettuato il trasbordo dei migranti, distribuendoli tra le due unità: la Cp 323 ha accolto 71 uomini e 33 minori, mentre la Cp 302 ha imbarcato 89 uomini e 29 minori maschi.
Secondo quanto riportato dai sopravvissuti, il gruppo era partito dalla Libia, trascorrendo due giorni e due notti in mare, esposto al freddo e alle onde. Lo sbarco a Pozzallo è avvenuto poco dopo le 6.30, in condizioni complesse: molti presentavano chiari segni di ipotermia, con un giovane particolarmente critico. Inizialmente, sul molo non era presente alcuna ambulanza e le prime cure sono state prestate dal personale dell’Usmaf.
I migranti soccorsi provengono da Somalia, Egitto, Bangladesh, Pakistan e Palestina, un insieme di nazionalità diverse accomunate dalla medesima rotta verso l’Europa.
A Lampedusa, la motovedetta Cp 327 della Guardia Costiera ha soccorso un barcone di 12 metri con a bordo un gruppo composto da ghaniesi, bengalesi, egiziani, pakistani e siriani, tra cui una donna e cinque minori. I migranti hanno riferito di essere partiti da Tripoli lunedì sera.
Negli ultimi giorni, gli sbarchi sull’isola delle Pelagie sono aumentati: tra il 7 e l’8 febbraio, altre 208 persone erano state soccorse e portate sull’isola, confermando il crescente flusso di migranti nel canale di Sicilia.
