Ragusa, una cittadina denuncia: totem fuori uso al M.P. Arezzo

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«Si può erogare un servizio come il pagamento del ticket sanitario e trovarsi davanti a un totem che non funziona?».

È la domanda che una cittadina rivolge alla nostra redazione attraverso una mail  per raccontare quanto accaduto nei giorni scorsi all’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa.

La donna riferisce di essersi recata in ospedale per ritirare un referto e di aver tentato più volte di effettuare il pagamento del ticket tramite il totem automatico presente nella struttura. «Dopo aver provato una, due, tre volte, non c’è stato nulla da fare. Il sistema continuava a segnalare “pagamento non eseguito”», scrive.

Secondo quanto raccontato, il problema sarebbe stato legato a una mancanza di connessione. Nonostante la presenza di una volontaria del servizio civile, il malfunzionamento del dispositivo non avrebbe consentito di completare l’operazione. A quel punto, alla cittadina sarebbe stato suggerito di rivolgersi al Cup e all’Urp di via Licitra per presentare segnalazione e risolvere il problema.

«Ho impiegato due o tre ore passando da un’accettazione all’altra», racconta ancora, sottolineando di essere riuscita a superare il disagio solo perché automunita. «Ma cosa accadrebbe – si chiede – se al mio posto ci fosse una persona anziana, magari non pratica con i sistemi digitali, che si trova davanti a un totem e non sa da dove cominciare?».

La segnalazione pone l’accento su un tema sempre più attuale: la digitalizzazione dei servizi sanitari e le difficoltà che possono emergere in caso di guasti o disservizi. «La logica dovrebbe essere quella di un servizio che aiuta il cittadino – scrive – non di un sistema che crea disagio, soprattutto alle persone più fragili».

La cittadina conclude con una riflessione più ampia sullo stato della sanità pubblica, auspicando che la protesta non resti isolata, ma possa trasformarsi in una richiesta collettiva di ascolto. «Una vera protesta avrebbe senso se fossero tanti cittadini a chiedere di essere ascoltati», afferma.