
Cinque sindaci su dodici, in provincia di Ragusa, amministrano senza una maggioranza in Consiglio comunale. Maria Monisteri a Modica, Roberto Ammatuna a Pozzallo, Innocenzo Leontini a Ispica, passando per Mario Marino a Scicli e Francesco Aiello a Vittoria. Tra difficoltà nel portare avanti i vari atti in Consiglio, beghe personali, dinamiche di partito, non sempre è facile (anzi tutt’altro) portare avanti la propria visione di città a livello politico.
Maria Monisteri: “E’ una situazione inattesa: parto come sindaco dei record, con 21 consiglieri su 24 che mi davano tanto conforto: quello che non ho trovato quel 30 gennaio in cui ho portato in consiglio la delibera sul dissesto, lì sono ho avuto 11 consiglieri in meno, a cui sono seguiti gli altri tre che mi chiedevano un rimpasto che non mi è stato mai spiegato perché avrei dovuto operare. Oggi con 7 su 24, ancora qualcosa riesco a gestire, sto cercando non di fare rientrare la loro posizione ma di far capire il perché della mia. Sicuramente si fa fatica. Si parla di sfiducia? Potrebbero avere anche i numeri ma significherebbe bloccare la città in un momento di giro di boa. Per il resto continuiamo a lavorare a testa alta, ma è chiaro che si affronta sempre l’Aula non sapendo mai quale sarà l’esito della votazione”.
Innocenzo Leontini: “Conto su 6 consiglieri su 16. L’unica soluzione è quella di coinvolgere il consiglio comunale su questioni che sono di interesse generale e non scelte politiche della cosiddetta maggioranza. Devo dire, ormai a fine mandato, che in alcune occasioni questo ha funzionato quando siamo riusciti a mettere in forte evidenza l’interesse generale, e abbiamo goduto di una adesione dei consiglieri, ma le occasioni si possono contare. Il più delle volte prevale purtroppo l’ostruzionismo che blocca e che sta portando il comune anche a rischiare. Penso ad esempio al piano triennale delle opere pubbliche dove abbiamo ottenuto 7 milioni per opere importanti, che però sono appunto vincolate all’approvazione del Piano. Dopo che l’opposizione ha rinviato il punto più volte inventandosi motivazioni, la regione ha diffidato il consiglio, inviando alla fine il commissario. E se il Commissario approverà il punto si dimostrerà che questi consiglieri hanno soltanto bloccato la città”.
Mario Marino: “Sono partito da 10 su 16 consiglieri, ora ne ho persi 4. Si lavora sicuramente meno velocemente per i passaggi in consiglio, qualcosa sfugge e potrebbe essere gestita meglio, ma poi bisogna guardare quello che si è riusciti a produrre, e in questi tre anni e mezzo abbiamo prodotto tantissimo regolarizzando il personale precario portato a 36 ore, facendo un grande investimento con la raccolta differenziata dove abbiamo ottime percentuali, con i finanziamenti pubblici che abbiamo intercettato e tanti di questi sono già sono in fase di realizzazione. Resta l’amarezza di non potere fare politica tutti insieme: i risultati si ottengono lo stesso ma con molta più fatica”.
