
Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, il Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo ibleo ha emesso due ordinanze applicative della misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese nei confronti di altrettanti soggetti, entrambi residenti a Modica.
I due uomini sono gravemente indiziati, in relazione a distinti episodi, di essersi resi responsabili di condotte vessatorie e violente: nel primo caso nei confronti della moglie convivente, nel secondo nei confronti dei genitori.
Le misure cautelari sono state eseguite dai Carabinieri della Stazione di Modica, che hanno condotto le indagini, coordinate dalla Procura di Ragusa, a seguito delle denunce presentate dalle vittime.
Nel primo episodio, un trentasettenne di origini marocchine avrebbe posto in essere condotte vessatorie e minacciose tra le mura domestiche nei confronti della moglie, arrivando a maltrattarla con violenze fisiche. In alcune occasioni l’avrebbe colpita con schiaffi, calci e pugni, anche alla presenza della figlia minore.
Nel secondo caso, un modicano di 54 anni si sarebbe reso responsabile di comportamenti violenti e persecutori nei confronti dei genitori conviventi, attraverso minacce e atteggiamenti vessatori. I genitori dell’uomo hanno denunciato gli episodi ai Carabinieri.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa e svolta dai militari della Stazione di Modica, ha consentito di intervenire in situazioni familiari ritenute già critiche, scongiurando il rischio di conseguenze più gravi.
Entrambi gli indagati dovranno rispondere del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, nell’ambito della normativa prevista dal cosiddetto “codice rosso”.
Le ipotesi accusatorie dovranno trovare conferma nel corso del contraddittorio tra le parti, come previsto dalla legge.
