Ragusa, intelligenza artificiale per la gestione delle fistole in dialisi

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Sviluppare algoritmi di intelligenza artificiale per supportare i medici nella valutazione dell’impatto delle fistole artero-venose ad alta portata sull’equilibrio cardiaco dei pazienti in emodialisi. È questo il nuovo progetto di ricerca avviato dall’Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ASP di Ragusa, in collaborazione con la Cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II”.

L’iniziativa punta a rafforzare la capacità decisionale clinica in un ambito particolarmente delicato. Le fistole vascolari rappresentano un presidio indispensabile per la dialisi, ma possono determinare un aumento del carico di lavoro cardiaco, soprattutto nei pazienti più fragili, favorendo complicanze anche rilevanti. Stabilire se e quando intervenire richiede valutazioni complesse, spesso basate su molteplici parametri clinici e strumentali.

L’integrazione tra dati ecocardiografici e modelli predittivi basati su algoritmi di intelligenza artificiale mira a ridurre l’incertezza, offrendo parametri oggettivi a supporto delle scelte terapeutiche e contribuendo a rendere più omogenei i percorsi assistenziali. «L’obiettivo è affiancare al giudizio clinico strumenti capaci di supportare il processo decisionale anche nelle situazioni più dubbie», spiega il direttore della struttura, Walter Morale. «Vogliamo aiutare il medico a capire con maggiore precisione quando intervenire e quale strategia adottare».

Il progetto si inserisce in un percorso scientifico che, negli ultimi tre anni, ha portato la Nefrologia iblea alla pubblicazione di 21 lavori su riviste nazionali e internazionali, con ulteriori contributi in corso di stampa. Un risultato significativo per una struttura pubblica non universitaria, che testimonia una crescita fondata sulla multidisciplinarietà e sull’integrazione tra competenze.

Attorno alla Nefrologia dell’ASP di Ragusa si è infatti consolidata una rete clinica che coinvolge Radiologia, Geriatria, Cardiologia e Chirurgia vascolare, oltre alla collaborazione con la Radiologia interventistica dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Un modello organizzativo che si traduce in percorsi di cura più efficaci e personalizzati.

Tra i settori in maggiore espansione vi è quello della chirurgia mininvasiva degli accessi vascolari. L’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica registra attualmente il più alto volume di procedure endoFAV in Italia dopo il “Careggi” di Firenze, con oltre 550 interventi nefro-interventistici all’anno, molti dei quali ad alta complessità.

Anche gli indicatori di attività confermano il trend di crescita: nel 2024 l’indice di attrazione ha superato il 30%, mentre nel 2025 i ricoveri ordinari hanno oltrepassato quota 1.050. Il peso medio dei casi trattati si attesta a 1,5, superiore alla media nazionale di 1,2, mentre la degenza media si ferma a 4,7 giorni, contro i 7,6 registrati a livello regionale.

Un ulteriore riconoscimento è arrivato dalla Società Italiana di Nefrologia, che ha inserito la struttura tra i centri di riferimento nazionali per la formazione nefro-interventistica. A consolidare questa vocazione contribuisce anche la collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha individuato la Nefrologia ragusana come sede teorico-pratica per la formazione sugli accessi vascolari per emodialisi.