Arrestato un deputato regionale, i dettagli nella nota della Procura

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Su delega di questa Procura della Repubblica, la Squadra Mobile di Caltanissetta e lo SCO di Roma, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP presso i l Tribunale d i Caltanissetta, nei confronti del deputato dell’ARS Michele Mancuso e di Lorenzo Gaetano Tricoli, per i quali è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, e nei confronti dei rappresentanti legali e componenti dell’Associazione A.S.D. Genteemergente Emesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizzoli, per i quali è stata disposta la misura interdittiva del divieto di esercizio di impresa, in qualsiasi forma, relativa al settore di “intrattenimento, organizzazione di feste e cerimonie”, nonché i il divieto di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese predette, per la durata di dodici mesi.

L’addebito provvisorio riguarda la ricezione da parte del Mancuso di una somma pari a 12.000, consegnata in tre tranche – fino al 5 maggio 2025 – per favorire l’associazione Genteemergente, destinataria di fondi pubblici pari a 98.000 euro, che erano stanziati con legge regionale del 12.08.2024 nr. 25, per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta. Agli altri indagati è contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per aver dedotto, mediante la rendicontazione di costi fittizi, una somma pari ad euro 49.000 in danno della RegioneSiciliana. Per il deputato Mancuso, la Procura aveva ipotizzato la configurazione del reato d i cui all’art. 319 c.p., corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, individuando quest’ultimo nell’inserimento dell’associazione Genteemergente tra i destinatari dei fondi pubblici previsti dalla Legge della Regione Sicilia del 12.08.2024 nr. 25. Tuttavia, all’esito della valutazione degli atti, il GIP ha ritenuto di riqualificare l’originaria ipotesi accusatoria nel reato d i cui all’art. 318 c.p., che sanziona il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità per l’esercizio delle sue funzioni.

Nel provvedimento il Gip ha valutato con la massima attenzione le versioni fornite dagli indagati in sede d’interrogatorio preventivo di garanzia in data 22/01/2026, ritenendole inidonee a giustificare i gravi indizi di colpevolezza emersi nel corso delle indagini, ferma restando la presunzione di innocenza sino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna. Infatti, secondo la nuova procedura, a seguito della richiesta cautelare avanzata da questa Procura, il GIP, prima di decidere, ha disposto l’interrogatorio di tutti gli indagati per dare modo a ciascuno degli stessi di fornire la propria versione dei fatti.

Poco prima, in data 03/02/2026, il Tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione delle somme sottoposte a sequestro preventivo, fondando tale decisione esclusivamente sulla mancanza del pericolo che tali somme potessero essere sottratte nel corso del procedimento (e non sulla mancanza di indizi a carico, dei quali ha ritenuto, invece, la sussistenza).