
Sono già oltre mille le firme apposte, da modicani e non solo, alla petizione per estendere i vincoli di tutela ai beni storici di Modica Sorda.
In vista dei primi tavoli tecnici tra cittadini e istituzioni, proposti per marzo, si moltiplicano le occasioni di firma per dare forza alla petizione.
Le occasioni per firmare entro il primo marzo
Il prossimo appuntamento è domenica 22 febbraio al mercatino dell’antiquariato di Viale Medaglie D’Oro a Modica Bassa: tutti sono invitati ad aderire per accrescere il numero di firme sulla petizione che chiuderà ufficialmente domenica 1 marzo per poi essere presentata alla soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa e al Consiglio comunale di Modica.
Tutti i giorni restano invece disponibili i punti firma sparsi in città, in progressivo aumento (segue lista).
L’impegno di Comune e Sovrintendenza
La petizione nasce come naturale processo del lavoro di mappatura “Non c’è peggior Sorda di chi vuol costruire” presentato lo scorso ottobre dallo spazio di comunità ModicAltra alle istituzioni e dal quale emerge che 70 ville storiche su 78 e 101 case rurali su 112 sono a rischio di demolizione.
Le istituzioni, così come le parti politiche di vari schieramenti, si sono mostrate sensibili e interessate al tema: tra i primi firmatari della petizione figurano infatti il soprintendente dei Beni Culturali di Ragusa, Antonino De Marco, il sindaco di Modica Maria Monisteri e gli assessori Cannizzaro, Antoci e Drago (Ecologia, Urbanistica e Lavori Pubblici).
I tavoli tecnici
Proprio questo interesse consentirà di intraprendere, una volta presentata la petizione, una serie di tavoli tecnici, con soprintendenza ai Beni Culturali e Comune di Modica, per concretizzare la volontà dei cittadini espressa attraverso la petizione e l’interesse ampio e trasversale delle istituzioni su un tema così delicato e urgente.
