Gela, inaugurato il museo che custodisce il relitto arcaico di Bulala

42
Screenshot

È stato inaugurato oggi il nuovo Museo dei Relitti Greci di Gela, un’opera culturale attesa per decenni che restituisce alla città e alla Sicilia un importante tassello della propria storia mediterranea.

Protagonista assoluta dell’esposizione è la nave greca arcaica naufragata a Bulala oltre duemila anni fa, il relitto più antico al mondo del suo genere, lungo circa 17 metri e simbolo del legame storico tra la colonia greca di Gela e le rotte commerciali del Mediterraneo antico.

L’allestimento museale accoglie il visitatore con una struttura architettonica suggestiva, caratterizzata da una copertura lignea color miele che richiama la forma di una carena rovesciata rivolta verso il mare. Gli spazi sono stati progettati per garantire la conservazione del prezioso patrimonio archeologico e, in prospettiva, per ospitare anche gli altri relitti rinvenuti nell’area di Bulala, uno dei quali è già in fase di restauro.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tre elementi cromatici principali: il grigio scuro del pavimento, il bianco delle pareti e il colore caldo del legno della copertura. Attorno al relitto sono state collocate vetrine con reperti, pannelli informativi e una sala multimediale destinata a ricostruire digitalmente il naufragio, la vita di bordo e le fasi del recupero archeologico.

Particolare attenzione è stata riservata alla didattica e alla fruizione pubblica. Il museo dispone di spazi per conferenze, aree di lettura e ambienti destinati alla divulgazione scientifica, con l’obiettivo di trasformarsi in un polo culturale di riferimento per l’archeologia subacquea mediterranea.

L’area di Bosco Littorio di Gela contribuisce a valorizzare ulteriormente la cornice ambientale del museo, integrando patrimonio archeologico e naturalistico in un unico percorso turistico.

La nuova struttura punta ora a consolidare un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione della memoria storica e sulla crescita del turismo archeologico, mentre nel mare di Bulala restano ancora i resti di un terzo relitto, silenzioso testimone di una storia antica che continua ad attendere il proprio recupero.