
Ancora un fine settimana di intensa attività per la Polizia di Stato sulle piste del versante Nord dell’Etna. Nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo predisposti dalla Questura di Catania, gli agenti specializzati hanno pattugliato sentieri e pendii del vulcano a bordo di motoslitte e con gli sci, garantendo sicurezza a snowboarder, sciatori ed escursionisti.
Negli ultimi giorni il nucleo sciatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha prestato assistenza a 16 persone, rimaste coinvolte in incidenti in montagna. Gli operatori, specificamente formati per interventi in ambiente innevato e in condizioni climatiche complesse, hanno fornito un supporto tempestivo, limitando le conseguenze di traumi e cadute accidentali.
Tra gli episodi più gravi, quello che ha coinvolto una donna di 30 anni, per la quale si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso. La giovane è stata trasportata in ospedale con un sospetto trauma cranico e commozione cerebrale; i medici ne hanno disposto il ricovero per accertamenti e monitoraggio.
Durante il pattugliamento nell’area di Piano Provenzana, le cosiddette “volanti della neve” hanno rilevato come molti incidenti derivino da approssimazione, scarsa esperienza e uso improprio di slittini o mezzi di fortuna per scivolare sulla neve. Condotte apparentemente ludiche possono trasformarsi in situazioni di rischio, soprattutto in contesti affollati o su tratti con pendenza accentuata.
L’attività di vigilanza si affianca a un’azione costante di prevenzione, svolta anche in collaborazione con la società che gestisce gli impianti di risalita. Gli agenti ricordano che è obbligatorio l’uso del casco protettivo per tutti, a qualsiasi età, misura introdotta per incrementare la sicurezza sulle piste e ridurre l’incidenza dei traumi cranici.
La Polizia rinnova infine l’appello alla prudenza: sulla neve, anche un comportamento ritenuto innocuo può causare danni seri, talvolta irreparabili, a sé stessi e agli altri. Il rispetto delle regole e delle norme del Codice della montagna resta il primo strumento di tutela per vivere l’Etna in sicurezza.
