
Attivato oggi, come annunciato nei giorni scorsi, il sistema sperimentale di barriere galleggianti installate alla foce del Fiume Dirillo, nel territorio di Acate, con l’obiettivo di intercettare i rifiuti fluviali prima che possano raggiungere il mare.
L’intervento rientra in un progetto di tutela ambientale promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e finanziato con circa 95 mila euro, con Comune di Acate come soggetto attuatore e il supporto dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana.
Il sistema installato è una barriera flottante di nuova generazione, già adottata in altri contesti nazionali, progettata per alzarsi e abbassarsi in base al livello del fiume e trattenere i rifiuti trasportati dalla corrente.
«Si tratta di un esperimento di fondamentale importanza per il nostro territorio – ha dichiarato Maria Rita Schembari, presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa– perché la provincia, pur non essendo la più estesa della Sicilia, è quella che registra una forte produzione serricola, attività che purtroppo comporta spesso l’utilizzo di materiali plastici che spesso finiscono nei fiumi e quindi in mare. Da qui la scelta della Regione di attivare questa sperimentazione a partire dal nostro territorio»
La presidente ha inoltre sottolineato che «ogni sperimentazione può produrre risultati concreti solo se accompagnata dal comportamento responsabile dei cittadini, riducendo quindi l’abbandono dei rifiuti nei corsi d’acqua e nelle aree fluviali».
Il progetto coinvolgerà i tre principali bacini fluviali del territorio ibleo: Ippari, Irminio e Dirillo. Anche alle foci dei fiumi Ippari e Irminio, quindi, verranno presto installate barriere analoghe. A partecipare all’attivazione della barriera installata in territorio di Acate anche il sindaco di Scicli, Mario Marino.

Il vicesindaco di Acate, Gianfranco Ciriacono, ha spiegato che la barriera resterà attiva in maniera stabile: «Si tratta di un presidio permanente a tutela dell’ambiente – ha detto –. Il Comune si farà carico della raccolta delle macroplastiche intercettate, mentre le microplastiche non dovrebbero raggiungere né le spiagge né il mare».
Per garantire il funzionamento dell’impianto è stato predisposto un sistema di videosorveglianza attivo 24 ore su 24. Attraverso la visione delle immagini sarà deciso quando intervenire per raccogliere i rifiuti che saranno successivamente affidati a ditte specializzate per il riciclo dei materiali».
Durante il sopralluogo di questa mattina, nell’alveo fluviale è stata subito notata la presenza di rifiuti di ogni genere, compreso un frigorifero.
A partire da queste evidenze è stata annunciata un’intensificazione dei controlli da parte della Polizia Provinciale di Ragusa, che potrà intervenire anche attraverso l’applicazione di sanzioni nei confronti dei responsabili dell’abbandono dei rifiuti.
