
Si è spento l’onorevole Natalino Amodeo, figura centrale della vita politica e istituzionale locale e nazionale, protagonista di una lunga stagione amministrativa che ha attraversato il secondo dopoguerra fino all’epoca contemporanea.
Nato a Pozzallo il 1° giugno 1933, Amodeo è stato tra i principali esponenti del Partito Socialista Italiano. Il suo impegno politico iniziò presto: nel 1960, a soli ventisette anni, venne eletto consigliere comunale con 610 preferenze, avviando un percorso che lo avrebbe portato a ricoprire ruoli di primo piano nelle istituzioni.
Nel 1964 aderì al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, formazione nella quale fu nuovamente eletto in Consiglio comunale con 756 preferenze. Candidato alle regionali del 1967 tra le file del Psiup, risultò primo dei non eletti.
Con lo scioglimento del Psiup nel 1972, rientrò nel Psi e consolidò ulteriormente la propria presenza nelle istituzioni cittadine: nel 1975 tornò in Consiglio comunale, rafforzando il suo ruolo di riferimento per l’area socialista locale.
Il salto nella politica nazionale arrivò nel 1979, quando fu eletto alla Camera dei Deputati, diventando il secondo pozzallese nella storia, dopo Giorgio La Pira, a sedere in uno dei due rami del Parlamento.
Nel giugno 1980 guidò alla vittoria la coalizione di centrosinistra composta da socialisti e comunisti, ponendo fine a trent’anni di amministrazione democristiana in città. Con 1.615 preferenze risultò il candidato più votato e venne eletto sindaco dal Consiglio comunale. Nel marzo 1981 rassegnò le dimissioni per dedicarsi a tempo pieno al mandato parlamentare, venendo poi riconfermato deputato nel 1983 e nel 1987.
Durante l’esperienza a Montecitorio, Amodeo si spese con determinazione per la realizzazione del porto di Pozzallo. L’attenzione al Mezzogiorno e alle esigenze delle comunità periferiche fu uno dei tratti distintivi della sua attività legislativa.
Negli anni Settanta ricoprì anche la presidenza della Società Operaia di Pozzallo, confermando un impegno radicato nel tessuto sociale cittadino.
Dopo la stagione parlamentare, si ritirò a vita privata nella sua città natale, dedicandosi alla stesura di monografie e alla riflessione storica.
In un messaggio di cordoglio, il sindaco Roberto Ammatuna lo ha accostato a Giorgio La Pira, definendolo “il più grande pozzallese dal dopoguerra ad oggi”.
Nelle prossime ore saranno rese note le informazioni sulle esequie.
