
Un importante riconoscimento scientifico porta ancora una volta il nome di Comiso e del suo Museo Civico di Storia Naturale al centro dell’attenzione internazionale. Nell’ambito di una nuova ricerca pubblicata sul Bulletin of the National Museum of Natural History di Malta, sono state identificate e descritte ben 60 nuove entità di molluschi terrestri tra specie e sottospecie. Tra queste, due sono state dedicate al direttore scientifico del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, il naturalista Gianni Insacco.
Le nuove specie, denominate Muticaria insaccoi insaccoi e Muticaria insaccoi opposita, rappresentano un omaggio al contributo scientifico e alla lunga attività di ricerca svolta da Insacco nel campo della storia naturale e della biodiversità siciliana.
A sottolineare l’importanza del risultato è stata la sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari, che ha evidenziato come lo studio sia il frutto di anni di indagini sul campo e complesse analisi di laboratorio. «Grazie a questo lavoro – ha spiegato – è stato possibile individuare 60 nuove entità di molluschi. L’eccezionalità della scoperta risiede anche nell’approccio metodologico innovativo adottato, che potrà essere applicato ad altri organismi poco mobili e geograficamente frammentati, contribuendo a migliorare la comprensione dei processi evolutivi e della biodiversità».
La ricerca porta anche un forte legame con il territorio siciliano: molte delle nuove entità descritte sono state dedicate a illustri naturalisti dell’isola, in segno di riconoscimento per il loro contributo alla conoscenza scientifica.
Lo studio è stato condotto dal biologo evoluzionista Willy De Mattia, originario di Trieste ma ormai siciliano d’adozione, formatosi all’Università di Vienna e affiliato al prestigioso Naturhistorisches Museum Wien, autore di numerosi studi sui molluschi terrestri europei. Al suo fianco ha lavorato il catanese Agatino Reitano, malacologo e paleontologo, curatore della collezione “Invertebrati” del Museo di Storia Naturale di Comiso e profondo conoscitore della fauna molluscale della Sicilia.
«Si tratta di uno dei contributi più significativi mai dedicati alla fauna terrestre siciliana», ha commentato lo stesso Insacco. «Per trovare una monografia di tale ampiezza e rigore scientifico bisogna tornare alla seconda metà dell’Ottocento, quando Luigi Benoit pubblicò l’ultimo volume del suo storico trattato sulla malacofauna dell’isola. Questa nuova ricerca colma un vuoto documentario durato oltre un secolo».
