
In Italia la solitudine della terza età è un fenomeno sempre più diffuso: secondo le stime, circa 5,5 milioni di anziani vivono in condizioni di isolamento. Un problema sociale che non riguarda solo l’assistenza, ma anche il bisogno di relazione, compagnia e condivisione. Proprio da questa esigenza nasce Congen (Connecting Generations), una startup che punta a creare legami tra generazioni attraverso la tecnologia.
L’idea è della giovane ricercatrice under 30 Carlotta Conversi, che ha sviluppato una piattaforma capace di mettere in contatto giovani tra i 18 e i 35 anni – chiamati “Ragazzi ConTe” – con persone anziane interessate a condividere momenti di socialità.
Il funzionamento dell’app si basa su un algoritmo di matching che abbina gli utenti in base a passioni e interessi comuni. Non si tratta di assistenza sanitaria o servizi domiciliari, ma di incontri informali pensati per favorire la relazione: una partita a carte, una passeggiata al parco, la preparazione di una ricetta tradizionale o semplicemente qualche ora di conversazione.
L’obiettivo è semplice ma ambizioso: trasformare la tecnologia in uno strumento capace di costruire ponti tra generazioni, contrastando la solitudine degli anziani e offrendo allo stesso tempo ai giovani un’esperienza formativa e umana.
I primi risultati sembrano incoraggianti. L’app ha già raccolto oltre 150 candidature da parte di giovani interessati a partecipare al progetto e ha coinvolto circa 60 famiglie tra Roma e Pavia.
Per molti studenti, infatti, Congen rappresenta anche un’opportunità per svolgere piccoli lavori retribuiti legati alla compagnia e al supporto relazionale degli anziani. Ma, spiegano i promotori del progetto, il valore principale non è economico: è quello umano.
In questo modello, la tecnologia non sostituisce il contatto tra le persone ma lo facilita, trasformando un semplice incontro in uno scambio generazionale capace di arricchire entrambe le parti e restituire valore al tempo condiviso.
