Gela, arrestato giovane di 19 anni per tentato omicidio

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Fermo immagine tratto dal video diffuso dai Carabinieri

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Gela, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un giovane di 19 anni, pregiudicato, del posto. Il giovane è gravemente indiziato, in concorso con un altro soggetto al momento non identificato, dei reati di tentato omicidio aggravato e di detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

Il provvedimento nasce dagli sviluppi delle indagini avviate dopo l’intervento dei Carabinieri nella notte del 14 gennaio scorso all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, dove si era presentato un giovane con una ferita da arma da fuoco al piede sinistro.

In un primo momento la persona ferita aveva riferito ai militari di essersi procurata la lesione accidentalmente, a seguito di una caduta dal proprio ciclomotore. I successivi accertamenti investigativi hanno però consentito di ricostruire una dinamica differente dei fatti.

Le indagini, sviluppate attraverso testimonianze, acquisizione di immagini di videosorveglianza, analisi di dati informatici e altri riscontri investigativi, hanno permesso di delineare un quadro indiziario ritenuto grave, preciso e concordante nei confronti del diciannovenne.

Secondo quanto emerso, la sera del 14 gennaio scorso il giovane avrebbe esploso diversi colpi di arma da fuoco calibro 9 contro la vittima, che si trovava nei pressi dell’ingresso della propria abitazione, colpendola al piede sinistro. L’azione sarebbe stata compiuta mentre l’indagato si trovava come passeggero su un ciclomotore guidato da un altro soggetto, al momento non ancora identificato.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini avrebbero inoltre evidenziato un possibile movente legato a contrasti personali maturati nei rapporti tra i soggetti coinvolti.

Alla luce del quadro probatorio acquisito, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gela, accogliendo la richiesta della Procura, ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, disponendo per l’indagato la misura della custodia cautelare in carcere.