La cavalcata del Modica calcio vista dall’occhio della telecamera

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C’è un momento, in ogni stagione sportiva, che non finisce nei tabellini. Non si misura in gol, né in classifiche. È fatto di sguardi, di attese, di mani che tremano dietro una videocamera mentre il pallone attraversa l’area. È lì che nasce il vero racconto, di chi ha vissuto la cavalcata del Modica Calcio verso la Serie D. Una storia narrata attraverso gli occhi – e il cuore – di chi quella storia l’ha trasformata in immagini.

Non semplici operatori, fotografi o addetti al marketing: tifosi, prima ancora che narratori.

Leandro Floridia, Gianni Lucifora, Saro Iemmolo, Luigi Aprile e Speaker Maira non hanno solo “seguito” la squadra di Filippo Raciti: l’hanno accompagnata. Passo dopo passo, partita dopo partita, respiro dopo respiro.

Dietro ogni reel, ogni fotografia, ogni diretta, c’era qualcosa di più di una scelta tecnica. C’era l’urgenza di raccontare. Di far sentire chi guardava parte di qualcosa. Di abbattere la distanza tra spalti e campo, tra chi gioca e chi sogna.

“Siamo prima di tutto tifosi – racconta Floridia – e facciamo questo come secondo lavoro. Siamo stati sostenuti da una società che ci ha dato fiducia totale, carta bianca”. E loro quella libertà l’hanno trasformata in identità visiva, in racconto continuo, in presenza costante.

Non solo nei momenti di gloria, ma anche nelle attese, nei silenzi prima del fischio, nelle esultanze che sfuggono al controllo e diventano pura verità.

I numeri sono arrivati, certo. Visualizzazioni, interazioni, una community sempre più coinvolta. Ma sarebbe riduttivo fermarsi lì. Perché quei numeri sono stati la conseguenza, non la causa.

“Il segreto? Ormai si inventa davvero poco – continua Floridia – ma si cerca di adattare quello che fanno i grandi club alla propria realtà e, soprattutto, al budget che si ha a disposizione”.

Adesso, però, smaltite le emozioni, presto sarà già tempo di programmare, di immaginare il futuro.

Il difficile viene proprio adesso.