
Un traffico illecito di sementi di pomodoro contraffatte è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Ragusa, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica iblea. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre 30mila semi e denunciate quattro persone, titolari di aziende coinvolte a vario titolo nella filiera produttiva e commerciale.

L’attività investigativa, condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria in collaborazione con l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf) di Vittoria, ha permesso di individuare piantine di pomodoro ottenute da sementi illecitamente riprodotte all’interno di un’azienda agricola vittoriese.
Le successive analisi genetiche hanno confermato che si trattava di ibridi “copiati”, utilizzati senza le autorizzazioni delle aziende titolari dei diritti di proprietà industriale. Si tratta, in particolare, di varietà da mensa di alto valore agronomico, normalmente protette da brevetti e soggette a rigide normative.
Le indagini hanno poi consentito di ricostruire l’intera filiera: i semi sarebbero stati forniti da una ditta sementiera con sede a Gela, acquistati da un vivaio orticolo di Vittoria e successivamente rivenduti ad altre aziende agricole del territorio.
I titolari delle attività coinvolte sono stati denunciati per fabbricazione e commercio di beni realizzati in violazione dei diritti di proprietà intellettuale.
Secondo gli investigatori, la diffusione di sementi non autorizzate rappresenta non solo una pratica illegale, ma anche un rischio per l’agricoltura. Oltre a configurare una forma di concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano nel rispetto delle regole, può favorire la diffusione di malattie delle piante e causare ingenti danni economici alle società che investono in ricerca e sviluppo per la creazione di nuove varietà.
