
Il questore di Ragusa, Salvatore Fazzino, ha consegnato ieri al vescovo Giuseppe La Placa l’olio degli ulivi di Capaci, un simbolo fortemente legato alla memoria e alla legalità.
L’olio proviene dagli alberi di ulivo piantati nel luogo che fu teatro della Strage di Capaci, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Da quei terreni, oggi riqualificati e restituiti alla collettività, nasce un prodotto che assume un valore non solo agricolo ma soprattutto simbolico e civile.
Questo olio, infatti, è parte di un progetto che trasforma un luogo segnato dalla violenza mafiosa in uno spazio di rinascita e memoria attiva. Gli ulivi, coltivati nel territorio che un tempo fu teatro dell’attentato, rappresentano la volontà di promuovere legalità, speranza e impegno sociale attraverso gesti concreti e condivisi.
L’olio sarà consacrato dal Vescovo in occasione della messa crismale del Giovedì Santo, una celebrazione centrale nella tradizione cattolica durante la quale vengono benedetti gli oli santi utilizzati nel corso dell’anno liturgico per sacramenti come il battesimo, la cresima e l’unzione degli infermi.
La consegna e l’utilizzo di questo olio assumono così un duplice significato: da un lato religioso, legato alla liturgia e alla consacrazione, dall’altro civile e simbolico, come testimonianza di rinascita da un luogo segnato dalla memoria di una delle più gravi stragi mafiose in Italia.
