
Un nuovo passo nella lotta al tabagismo arriva in Italia con l’introduzione di un farmaco a base di citisina, ora rimborsato dal Servizio sanitario nazionale. La sostanza, estratta dal Cytisus laburnum (maggiociondolo), rappresenta una delle più recenti opzioni terapeutiche disponibili per aiutare i fumatori a smettere, ed è stata inserita nelle linee guida internazionali, incluse quelle dell’OMS, come riportato da Rai News.
La citisina agisce sui recettori cerebrali della nicotina, riducendo i sintomi dell’astinenza come irritabilità, ansia, insonnia e disforia. Il suo meccanismo consiste nel parziale stimolo dei recettori nicotinici e nel loro successivo blocco, attenuando così la dipendenza e facilitando il percorso di cessazione.
Il farmaco viene somministrato per via orale con un ciclo di trattamento di circa 25 giorni, durante i quali il dosaggio viene progressivamente ridotto. In molti casi, soprattutto nei fumatori più dipendenti, può essere necessario un secondo ciclo terapeutico.
Secondo quanto emerso durante un convegno a Roma che ha coinvolto i 110 centri antifumo italiani, l’impiego della citisina è considerato uno strumento efficace ma deve essere inserito all’interno di un percorso strutturato e seguito da personale sanitario specializzato. La cessazione completa del fumo dovrebbe avvenire entro i primi giorni dall’inizio della terapia.
Come sottolineato a RaiNews.it da Claudio Leonardi, presidente della Sipad, il supporto clinico rimane fondamentale per aumentare le probabilità di successo. Anche secondo Fabio Beatrice, primario emerito e direttore scientifico del Mohre, si tratta di un’opzione terapeutica di prima linea che dovrebbe essere prescritta da diversi specialisti, tra cui medici di base, pneumologi, cardiologi, oncologi e operatori dei SerD.
Il tabagismo continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie in Italia, con oltre 12 milioni di fumatori e più di 90.000 decessi l’anno attribuiti al consumo di tabacco. I costi sanitari complessivi superano i 26 miliardi di euro annui, tra spese dirette e indirette.
Con l’arrivo della citisina rimborsata, il sistema sanitario amplia dunque gli strumenti a disposizione per affrontare una delle dipendenze più diffuse, integrando terapia farmacologica e supporto specialistico in un approccio più efficace e strutturato.
