False residenze per ottenere voti, arrestato sindaco di Forza d’Agrò

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Avrebbero messo in atto false attestazioni di residenza per incidere sull’esito delle elezioni comunali dell’8 e 9 giugno 2024 a Forza d’Agrò, in provincia di Messina. Con questa ipotesi di reato i carabinieri hanno eseguito misure cautelari disposte dal Gip di Messina su richiesta della Procura nei confronti di cinque persone, tra cui il sindaco Bruno Miliadò, posto agli arresti domiciliari.

L’accusa, a vario titolo, riguarda associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Oltre al primo cittadino, i provvedimenti cautelari riguardano un consigliere comunale, un agente e un ausiliario del traffico della polizia municipale, anche loro posti agli arresti domiciliari, mentre per un altro consigliere è stato disposto il divieto di dimora nel comune di residenza.

Secondo quanto riferito dalla Procura di Messina, nell’ambito dell’inchiesta risultano coinvolte complessivamente 72 persone. Le indagini hanno preso avvio a seguito di alcune anomalie riscontrate durante le consultazioni elettorali, in particolare per l’alto numero di richieste di trasferimento di residenza: 96 istanze presentate tra la fine del 2023 e l’aprile 2024, ritenute sospette per la loro vicinanza temporale al voto.

Gli approfondimenti investigativi hanno portato a verificare che molte delle residenze dichiarate risultavano in immobili inesistenti, disabitati o non idonei all’abitazione. In alcuni casi, le residenze erano state indicate presso camere di strutture alberghiere riconducibili al sindaco e a uno degli indagati, oppure in uno stabilimento balneare della frazione Fondaco Parrino.

Contestazioni specifiche riguardano inoltre un agente e un ausiliario del traffico della polizia municipale, accusati di aver attestato falsamente i trasferimenti di residenza in qualità di verificatori anagrafici. Su 96 richieste esaminate, 59 sono risultate ritenute mendaci dagli inquirenti.

Un dato che assume particolare rilievo se rapportato all’esito elettorale: a fronte di 673 votanti complessivi, il sindaco è stato eletto con uno scarto di circa 30 voti, mentre la lista a lui collegata ha prevalso con un margine di 40 preferenze.

L’inchiesta prosegue per chiarire l’eventuale esistenza di un sistema organizzato finalizzato a incidere sul corpo elettorale attraverso trasferimenti di residenza ritenuti irregolari.