
Una mobilitazione ampia e trasversale per chiedere trasparenza e dire No all’utilizzo della base di Sigonella nelle operazioni militari legate al conflitto con l’Iran. È l’obiettivo dell’appello lanciato da numerose associazioni, sindacati e forze politiche, che hanno dato appuntamento per sabato 11 aprile, alle ore 10, davanti agli ingressi della base nel Catanese.
Tra i promotori figurano realtà come ACLI, ANPI, ARCI, CGIL, insieme a Legambiente, Libera, Amnesty Internationale forze politiche come Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico.
“Stiamo già pagando il costo economico di una guerra scellerata e illegale – spiegano i promotori – e non intendiamo sostenere anche quello derivante dalla trasformazione della Sicilia in una piattaforma logistica di guerra”. Una posizione netta che richiama direttamente i principi costituzionali e la vocazione dell’isola come luogo di incontro e dialogo tra i popoli.
Nel mirino dell’iniziativa non c’è soltanto l’eventuale utilizzo della base di Sigonella, ma più in generale il sistema di infrastrutture militari presenti sul territorio siciliano. I promotori chiedono infatti un impegno chiaro del governo italiano affinché porti il Paese in linea con altri Stati europei, impedendo che cieli e mari diventino “autostrade di morte e distruzione”.
La mobilitazione di sabato si inserisce, inoltre, in un contesto più ampio di preoccupazione per l’escalation dei conflitti e per il possibile coinvolgimento indiretto dell’Italia. Un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole ribadire il ruolo della Sicilia come terra di pace e rilanciare una richiesta chiara: fermare ogni supporto alla guerra e riportare al centro la diplomazia.
