
In un Paese dove il paesaggio sembra progettato da un architetto con una forte passione per i laghi, la Svezia decide di alzare ulteriormente l’asticella: regalare isole. O meglio, concederle in uso temporaneo, con tanto di regolamento, spirito nordico e una discreta dose di poesia geografica.
L’iniziativa si chiama “Your Swedish Island” ed è promossa da Visit Sweden (https://visitsweden.com/) insieme al National Property Board. In palio: cinque isole private per un anno intero — Medbådan, Flisan, Storberget, Tjuvholmen e Marsten — incastonate nell’incredibile arcipelago che circonda Stockholm e che contribuisce a rendere la Sweden uno dei luoghi più “distribuiti” del pianeta (con 267.570 isole, sì, avete letto bene).
La dinamica è semplice, almeno sulla carta: niente aste, niente compravendite, niente affitti da capogiro. Solo creatività. I candidati devono infatti registrare un video di un minuto in cui spiegano perché dovrebbero diventare custodi di un’isola. Non proprietari, attenzione: custodi. Che in Scandinavia suona già come una filosofia di vita. Potete aumentare le vostre possibilità condividendo il video sui social media con l’hashtag #YourSwedishIsland.
C’è però un dettaglio che ha immediatamente fatto sorridere il resto del mondo: i miliardari non sono ammessi. Tradotto in termini nordici: se possiedi più di 94 milioni di euro, puoi anche continuare a guardare le isole da lontano. Magari con un plaid sulle ginocchia, ma senza candidatura.
I vincitori riceveranno un “kit di sopravvivenza esistenziale” piuttosto invidiabile: un diploma ufficiale, un contratto di utilizzo di 12 mesi e un biglietto aereo A/R per la Svezia. Poi libertà quasi totale: campeggio, nuotate, amici invitati a cena con vista mare e silenzio nordico incluso nel prezzo (che non c’è).
Le restrizioni, però, riportano tutti con i piedi per terra — o meglio, sulle rocce granitiche: niente ribattezzare le isole, niente attività commerciali e soprattutto niente “club esclusivi per pochi eletti”. Le isole restano pubbliche, anche quando sembrano private.
Le candidature devono essere inviate entro il 17 aprile 2026; una giuria selezionerà le candidature più creative e annuncerà i vincitori nel maggio di quest’anno.
Il concorso è aperto a tutti i viaggiatori internazionali di età superiore ai 18 anni.
Il tutto ha il sapore di una cartolina contemporanea, a metà tra turismo esperienziale e filosofia minimalista. E se qualcuno si chiede il perché di un’idea così singolare, la risposta sembra già scritta nel vento baltico: perché in Svezia anche l’utopia, ogni tanto, diventa un concorso.
Intanto, da qualche parte tra le acque del Baltico, cinque isole aspettano il loro prossimo custode. E forse, tra un video da un minuto e una connessione Wi-Fi instabile, qualcuno sta già provando a convincerle.
