
Nuova e significativa scoperta archeologica a Gela, dove sono state rinvenute 71 monete in ottimo stato di conservazione, risalenti prevalentemente al V secolo a.C. Il ritrovamento è avvenuto nel sito di Orto Fontanelle, nell’ambito delle attività di archeologia preventiva condotte dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta all’interno del cantiere PNRR per la realizzazione del futuro Palazzo della Cultura.

All’interno di un ambiente annesso a un sacello è stato individuato un piccolo vasetto contenente un tesoretto monetale di carattere votivo composto da 71 emissioni: 67 in argento e 4 in bronzo. Le monete risultano attribuibili a tre diverse zecche dell’antica Sicilia: Agrigento, Siracusa e la stessa Gela. Il contesto chiuso e integro del deposito ne accresce il valore scientifico, offrendo agli studiosi un quadro particolarmente affidabile per l’analisi storica ed economica dell’area in età greca.
Secondo l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, si tratta di «una grande scoperta per l’importanza quantitativa e qualitativa del tesoro rinvenuto», destinata a fornire informazioni fondamentali sulla storia antica della città. «Queste monete costituiscono una fonte inestimabile di informazioni perché conservate in un contesto chiuso e inalterato», ha aggiunto, sottolineando come lo studio già avviato potrà restituire nuovi dati sulla Gela greca.
Sulla stessa linea anche la soprintendente ai Beni culturali della provincia di Caltanissetta Daniela Vullo, che ha evidenziato il ruolo centrale dell’archeologia preventiva: «Ancora una volta il sottosuolo di Gela restituisce tesori inestimabili. Questo ritrovamento e l’ottimo stato di conservazione delle monete aprono nuovi scenari storici da approfondire e divulgare».
Il rinvenimento è avvenuto lo scorso 19 maggio durante uno scavo condotto dall’archeologo Gianluca Calà, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza e con la costante assistenza sul campo dell’Ispettore Onorario ai beni archeologici Antonio Catalano. Le attività di studio e catalogazione sono ora in corso e potrebbero offrire nuovi elementi sulla circolazione monetaria e sulle dinamiche cultuali della Sicilia greca.

