Apre KEBASTARD: la nuova idea di kebab

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Un progetto dalla forte identità che trasforma il kebab – uno dei cibi più diffusi e riconoscibili – in un simbolo multiculturale dove convivono diverse tradizioni gastronomiche che hanno in comune lo spiedo, la cottura sul fuoco, la pita tirata a mano. KEBASTARD sottolinea la natura ibrida e radicale del progetto e mette in discussione il tradizionale kebab trasformandolo in un piatto-simbolo di diverse culture. Un mix, un incrocio, che nasce nel cuore del centro storico di Catania, in piazza Giuseppe Sciuti, da due storie e origini diverse: quella dell’imprenditore Andrea Graziano e Abdallah Dadi, arrivato in Italia ancora minorenne in fuga dal regime di Zine El Abidine Ben Ali. Il progetto di interior design è firmato dall’architetta Fatima Costa e nasce non dalla ricerca di uno stile ma dalla costruzione di una stratificazione culturale.

KEBASTARD si rivolge a una generazione abituata alla contaminazione culturale, molto più sensibile all’autenticità che alla perfezione – commenta Andrea Graziano. Ma, come spesso accade nei progetti radicali, la sua natura è trasversale: parte da un cibo popolare, spesso banalizzato, e gli restituisce spessore, dignità e immaginario. In un panorama in cui molti locali tendono ad assomigliarsi, KEBASTARD sceglie di affermare una visione precisa e riconoscibile e restituisce complessità a un prodotto spesso semplificato trasformandolo in un racconto contemporaneo fatto di tecnica, contaminazione e identità”.

Il format è asciutto e lascia spazio al gusto e all’esperienza: niente servizio al tavolo. Si ordina, si ritira, si mangia. Nel menù, bevande no alcohol come la kombucha integrano la proposta di birre artigianali e drink analcolici.

Quando sono arrivato in Italia non parlavo la lingua, non conoscevo nessuno. Ma in cucina è stato tutto più chiaro. Il fuoco, la carne, il pane: questi non hanno bisogno di traduzione, sono il linguaggio più antico che esista. Ed è lì che ho trovato il mio posto.

Il menù è un viaggio che inizia con i piccoli spiedi dal mondo – yakitori giapponesi, satay tailandesi, seekh pachistani, souvlaki greci – fino ad arrivare agli arrosticini di cavallo con chimichurri e ricotta salata e le diverse tipologie di kebab, ciascuna delle quali rappresenta un paese e una tradizione: doner, shawarma, seekh, gyros. Non mancano le suggestioni dal Messico con i tacos di carne e quelli vegetariani, tutti preparati con sfoglie artigianali di mais.

Tra i piatti principali: “Bastard doner” con pollo speziato e marinato, cotto allo spiedo verticale a pietra lavica, “Black shawarma” con carne di manzo marinata e speziata alle erbe, cotta con patate cipollina e servita con yogurt di bufala artigianale ragusana. Non mancano le proposte vegetariane con “The natural bab”, kebab di melanzane speziate, servito con falafel, hummus, e yogurt di bufala all’aneto.

Mondi apparentemente lontani che si incontrano nei tre elementi – lo spiedo, la brace, il fuoco – e si traducono in preparazioni originali che attraversano Medio Oriente, Mediterraneo, Asia, Messico, per poi approdare in Sicilia, da sempre terra di passaggi e stratificazioni.