Cefpas, indagine per corruzione: coinvolto deputato Ars

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Un presunto sistema di favori, incarichi pilotati e accordi amministrativi finalizzati a soddisfare interessi personali e politici. È questo il quadro delineato dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta nell’ambito dell’inchiesta denominata “Corte dei Miracoli” che ha portato alla richiesta di misure cautelari nei confronti di otto persone, tra cui il deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana Riccardo Gallo Afflitto.

Secondo quanto emerge dal provvedimento firmato dal procuratore Salvatore De Luca e diffuso alla stampa, al centro dell’indagine vi sarebbe l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo, accusato di aver asservito le proprie funzioni dirigenziali agli interessi del parlamentare regionale.

Gli investigatori contestano una serie di atti che sarebbero stati adottati in favore di persone indicate o comunque riconducibili all’area di interesse del deputato. Tra questi figurano l’assegnazione dell’incarico di esperto amministrativo-giuridico a Gioacchino Pontillo, ritenuto uomo di fiducia di Gallo Afflitto, attraverso criteri di selezione che, secondo l’accusa, sarebbero stati concordati preventivamente.

Nel fascicolo dell’inchiesta compaiono inoltre quattro incarichi di consulenza e un contratto a tempo determinato assegnati alla moglie del deputato regionale. Sempre secondo la Procura, sarebbe stato sottoscritto un accordo quadro tra il Cefpas e l’Asp di Agrigento che avrebbe consentito il distacco di personale tra i due enti, permettendo così alla donna di lavorare nel territorio agrigentino.

Tra gli episodi contestati vi è anche l’affidamento dell’appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale a un operatore economico che, secondo gli investigatori, sarebbe stato privo delle necessarie competenze specifiche. La Procura sostiene che la scelta sarebbe stata collegata all’influenza esercitata sull’elettorato cattolico dal fratello dell’imprenditore coinvolto, un alto prelato.

Un ulteriore filone riguarda la società Sice Srl, aggiudicataria dell’appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio del Cefpas. Secondo l’ipotesi accusatoria, il rappresentante legale Pietro Tirone avrebbe messo la propria azienda a disposizione del deputato in cambio di agevolazioni nell’esecuzione dell’appalto.

In cambio delle presunte utilità ricevute, Riccardo Gallo Afflitto e Gioacchino Pontillo avrebbero garantito a Roberto Sanfilippo la nomina alla guida del Cefpas a partire dal marzo 2023 e il mantenimento dell’incarico per i successivi tre anni, a condizione che si attenesse alle indicazioni del parlamentare regionale.

L’accusa di corruzione viene contestata anche a Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento, che avrebbe sottoscritto l’accordo con il Cefpas per favorire la moglie del deputato ottenendo in cambio il sostegno politico per la propria nomina e permanenza alla guida dell’azienda sanitaria.

Tra gli indagati figura inoltre Vincenzo Raitano, componente della commissione incaricata di valutare l’assegnazione dell’incarico di esperto giuridico-amministrativo, che avrebbe favorito Gioacchino Pontillo in cambio della promessa di futuri incarichi.

L’ipotesi di falso ideologico riguarda invece Maria Luisa Zoda e Salvatore Enrico Giambelluca, componenti della commissione di valutazione della biblioteca virtuale “Bi.Vi.S.”, accusati di aver attestato falsamente che il progetto presentato fosse stato effettivamente elaborato dall’operatore economico poi risultato aggiudicatario della gara.

Contestualmente alla notifica degli inviti a comparire per gli interrogatori preventivi, la Procura ha disposto una serie di perquisizioni affidate alla Polizia di Stato, tra cui quella nell’ufficio del deputato regionale. Gli accertamenti, precisa la Procura, non hanno riguardato sedi o strutture del partito politico di appartenenza.

Gli inquirenti sottolineano inoltre che nel procedimento non risultano indagati altri componenti dell’Assemblea Regionale Siciliana né parlamentari nazionali.

L’inchiesta si trova attualmente nella fase preliminare. Le contestazioni formulate rappresentano ipotesi accusatorie che dovranno essere vagliate dal Giudice per le Indagini Preliminari e successivamente accertate nel corso dell’eventuale processo, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.