
Il Tribunale Amministrativo Regionale di Catania ha ordinato alla Regione Siciliana di concludere entro 180 giorni il procedimento per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, avviato nel 2007 e rimasto finora incompiuto.
La decisione è arrivata a seguito del ricorso presentato dall’Ente Fauna Siciliana contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Siciliana e gli altri enti coinvolti nel procedimento. I giudici hanno riconosciuto l’illegittimità del silenzio amministrativo e la violazione dell’obbligo di conclusione del procedimento, rilevando il protrarsi dell’inerzia oltre un termine ragionevole.
La sentenza dispone che la Regione adotti tutti gli atti necessari alla definitiva istituzione dell’area protetta entro sei mesi. In caso di mancato adempimento, entrerà in funzione un commissario ad acta, già individuato nel direttore generale del Dipartimento regionale del Patrimonio naturale e del Mare, che dovrà completare il procedimento entro i successivi 60 giorni.
Secondo quanto ricostruito nella sentenza, l’iter amministrativo aveva attraversato una lunga fase di concertazione culminata nel 2023 con la trasmissione della documentazione da parte della Regione al Ministero dell’Ambiente. La proposta di perimetrazione e il disciplinare di tutela erano stati mantenuti invariati e avevano ottenuto il parere favorevole dell’Ispra. Nonostante ciò, il procedimento non era stato concluso.
Il TAR ha inoltre evidenziato che la normativa vigente prevede l’istituzione del Parco degli Iblei e che l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere, sottolineando come la documentazione istruttoria risulti definita e la fase procedimentale sostanzialmente conclusa.
Una volta istituito, il Parco Nazionale degli Iblei diventerà la quarta area protetta nazionale della Sicilia per estensione, con circa 150 mila ettari distribuiti nelle province di Siracusa (953 km²), Ragusa (397 km²) e Catania (117 km²). L’area comprenderà 32 comuni: 18 della provincia di Siracusa, 9 del Ragusano e 5 del Catanese.
