Rapina al gioielliere di Gela, individuata una complice catanese

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Emergono nuovi sviluppi nelle indagini sulla violenta rapina messa a segno nel pomeriggio del 24 aprile scorso in Corso Vittorio Emanuele, nel cuore di Gela, ai danni di un commerciante di gioielli. La Polizia di Stato ha recuperato gran parte della refurtiva e individuato una terza persona ritenuta coinvolta nella pianificazione del colpo.

Dopo il fermo, eseguito lo scorso 3 maggio, dei due presunti autori materiali della rapina – due cugini gelesi, di 40 e 36 anni – le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica hanno consentito agli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di ricostruire ulteriori dettagli e di risalire a una donna di 35 anni, residente a Catania, ritenuta complice dell’azione criminosa e molto vicina al più grande dei cugini.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due uomini, con il volto travisato e a bordo di uno scooter privo di targa, avrebbero atteso il gioielliere in Corso Vittorio Emanuele per poi sorprenderlo alle spalle. Con violenza gli avrebbero strappato una borsa e uno zaino contenenti monili in oro per un valore stimato di circa 200 mila euro, dileguandosi immediatamente dopo.

Fondamentale per l’identificazione dei presunti responsabili è stata l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, che ha permesso agli investigatori di ricostruire le fasi della rapina e il percorso di fuga.

Nel corso delle successive attività investigative, gli agenti hanno recuperato circa un chilo e quattrocento grammi di gioielli in oro, nascosti all’interno della pertinenza di un’abitazione rurale nelle campagne di Gela, nella disponibilità di uno degli indagati, e parte trovati nell’abitazione della donna.

 Ulteriori monili sono stati sequestrati nei giorni scorsi durante una perquisizione eseguita nell’abitazione di una donna catanese. 

Secondo l’accusa, la trentacinquenne avrebbe avuto un ruolo nella fase preparatoria della rapina. Su indicazione di uno dei due arrestati avrebbe infatti effettuato, utilizzando un’utenza intestata a un centro estetico di Catania, due telefonate al commerciante nei giorni 21 e 24 aprile per verificare la sua presenza a Gela e consentire così ai rapinatori di pianificare il colpo.

Per la donna è scattata la denuncia per rapina in concorso.

Le indagini proseguono per recuperare la restante parte dei gioielli e definire eventuali ulteriori responsabilità. Resta fermo che, in base al principio di presunzione di non colpevolezza, la posizione degli indagati potrà essere definitivamente accertata soltanto all’esito del processo con sentenza irrevocabile.