Ragusa, medici di famiglia riducono lo sciopero a una giornata

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Sciopero ridotto a una sola giornata per i medici di famiglia della provincia di Ragusa. Dopo l’incontro con la Conferenza dei sindaci, le organizzazioni sindacali della medicina del territorio Fimmg, Fmt e Snami hanno deciso di revocare l’astensione dal lavoro prevista per il 30 luglio, confermando invece lo sciopero del 31 luglio.

All’incontro ha partecipato anche Lino Giaquinta, medico di famiglia e sindaco di Giarratana, che ha condiviso la necessità di riportare al centro del confronto istituzionale il ruolo dei medici del territorio, da tempo – secondo i sindacati – poco coinvolti nelle scelte organizzative della medicina territoriale.

Durante la riunione le delegazioni sindacali hanno illustrato le ragioni dello sciopero, denunciando una situazione caratterizzata da carichi di lavoro sempre più pesanti, difficoltà organizzative e dalla mancanza di un adeguato coinvolgimento dei professionisti nelle decisioni strategiche sull’assistenza primaria.

Secondo i rappresentanti della categoria, queste condizioni rischiano di compromettere la qualità dei servizi offerti ai cittadini e la stessa sostenibilità del sistema della medicina territoriale.

La Conferenza dei sindaci ha riconosciuto la rilevanza delle problematiche evidenziate e si è impegnata ad avviare un tavolo permanente di confronto che coinvolga medici del territorio, amministrazioni comunali e dirigenza dell’Asp 7 di Ragusa, con l’obiettivo di analizzare le criticità e individuare soluzioni condivise.

Proprio in considerazione dell’apertura al dialogo arrivata dai sindaci, i sindacati hanno scelto di modificare il programma della protesta. Pur non condividendo pienamente le indicazioni del commissario di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici, che aveva evidenziato la possibilità di proclamare inizialmente una sola giornata di astensione, le organizzazioni hanno deciso, “per senso di responsabilità verso cittadini e pazienti”, di cancellare lo sciopero del 30 luglio.

Resta invece confermata la mobilitazione del 31 luglio, indicata dai sindacati come un segnale della volontà della categoria di ottenere condizioni di lavoro più sostenibili, un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali e un modello di medicina territoriale più adeguato ai bisogni della popolazione.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono infine la disponibilità al confronto, ma chiedono risposte concrete e interventi strutturali per affrontare le difficoltà che interessano la medicina di base.