Monserrato e i roghi nel Ragusano: l’intervista al vice com. Iacono

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foto dal profilo FB Maria Monisteri sindaco

La fase più critica dell’emergenza incendi in provincia di Ragusa e in particolare sulla collina di Monserrato, a Modica, sembra essere superata, grazie anche al miglioramento delle condizioni meteo, ma il livello di attenzione resta massimo. A fare il punto della situazione è il vice comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ragusa, l’ingegnere Biagio Iacono, intervistato dalla nostra redazione dopo i giorni di intenso lavoro che hanno visto impegnate le squadre sul territorio.

«La diminuzione delle temperature e del vento sono sicuramente elementi favorevoli rispetto alla situazione di emergenza che abbiamo vissuto», ha spiegato il vicecomandante, sottolineando però che la fase di attenzione non è ancora conclusa.

Come spiegato dallo stesso Iacono a Ragusah24, l’emergenza in provincia di Ragusa è iniziata il 15 luglio proprio con l’incendio di Monserrato, mentre dal 18 luglio la situazione ha assunto una dimensione regionale, con un aumento significativo degli interventi in tutta la Sicilia. Per far fronte alla mole di richieste sono stati attivati anche i doppi turni operativi, mantenuti per diversi giorni e conclusi successivamente sia in ambito provinciale sia regionale.

“Dal 15 al 23 luglio– spiega Iacono- il territorio ragusano ha registrato una media di 18-19 incendi al giorno, un carico di lavoro straordinario che ha richiesto il massimo impiego delle squadre dei Vigili del Fuoco.

Monserrato, un incendio complesso fin dalle prime ore

Il rogo della collina di Monserrato è stato da subito classificato come un intervento particolarmente impegnativo per la presenza di diversi fattori di rischio.

«C’erano più aspetti negativi dei quali tenere conto – ha spiegato il vice comandante – dalla presenza di vegetazione resinosa e alberi ad alto fusto a un sottobosco ricco di sterpaglie, fino a una collina fortemente antropizzata, con conseguenti rischi legati alla salvaguardia delle persone».

A rendere ancora più difficili le operazioni è stata la conformazione del territorio, caratterizzata da zone impervie. Proprio per questo, già dal giorno successivo all’avvio dell’incendio, è stato richiesto il concorso dei mezzi aerei, con l’impiego di elicotteri e Canadair, che hanno affiancato il lavoro delle squadre a terra fino alla completa messa in sicurezza dell’area.

L’intervento è stato dichiarato concluso alle 20 di mercoledì sera, dopo diversi giorni di lavoro ininterrotto.

Attenzione alla sicurezza dei vigili del fuoco

Nel bilancio di questi giorni non manca il pensiero al collega Alessandro Marchì, il caporeparto dei Vigili del Fuoco morto a San Cataldo, a seguito di un malore, durante le operazioni di spegnimento di un incendio di vegetazione.

«Vigiliamo sulla salute e sul benessere psicofisico dei colleghi – ha spiegato il vice comandante – attraverso l’organizzazione dei cambi turno e tutte le misure necessarie per garantire il supporto al personale impegnato nelle emergenze».

Anche l’utilizzo di integratori e una gestione attenta dei turni hanno infatti fatto parte delle misure adottate per affrontare condizioni di lavoro particolarmente difficili, con alte temperature e interventi prolungati.

La situazione in provincia di Ragusa resta dunque sotto controllo, ma il livello di attenzione rimane massimo. “l miglioramento delle condizioni meteorologiche, con temperature più basse e una riduzione del vento, rappresenta un elemento favorevole nella gestione dell’emergenza, ma non consente ancora di abbassare la guardia. Come ribadito dal vicecomandante Iacono, prevenzione, monitoraggio costante del territorio e collaborazione dei cittadini restano strumenti fondamentali per ridurre il rischio di nuovi incendi e garantire la sicurezza delle persone e dell’ambiente.