
Su richiesta congiunta della Procura Distrettuale di Catania e della Dia, il Tribunale di Catania Sezione Misure di Prevenzione ha disposto il sequestro di beni nei confronti dei due soggetti recentemente condannati per un tentativo di estorsione aggravato dal metodo mafioso
Il provvedimento trae origine dagli approfondimenti investigativi di natura economico-patrimoniale svolti dagli investigatori, che avrebbero consentito di ricostruire, allo stato del procedimento di prevenzione che ancora non è definito salvo restando che in sede di prevenzione vale la presunzione di non pericolosità fino a che non diviene definitiva l’irrogazione della misura stessa – un articolato sistema finalizzato all’indebita percezione di contributi pubblici erogati dall’AGEA. Secondo quanto emerso dalle indagini, il meccanismo si sarebbe basato sull’intestazione fittizia di quote societarie a soggetti formalmente in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, cosi da ottenere illegittimamente l’accesso ai finanziamenti pubblici.
Sulla base degli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa, il Tribunale ha disposto il sequestro delle somme ritenute costituire portato e conseguenza economica dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di crogazioni pubbliche. Il provvedimento è stato eseguito mediante il vincolo dei rapporti bancari riconducibili ai destinatari della misura una società agricola coinvolta nella vicenda.
L’odierna misura patrimoniale si inserisce nell’ambito della costante azione di contrasto della Direzione Investigativa Antimafia nei confronti delle ricchezze illecitamente accumulate e delle frodi ai danni delle finanze pubbliche. L’attività conferma l’importanza degli strumenti di prevenzione patrimoniale previsti dalla legislazione antimafia, finalizzati a sottrarre risorse economiche derivanti da condotte illecite e a impedire il consolidamento di patrimoni di origine criminale.
