
“Il mare non è una piscina: ascoltate chi la lingua e le regole del mare le conosce per difendervi”. È questo il messaggio lanciato dal presidente di ANAB (Associazione Nazionale Assistenti Bagnanti) Sicilia, il vittoriese Roberto Puccia, che, alla luce dei numerosi interventi di salvataggio registrati negli ultimi giorni lungo le coste dell’Isola, richiama bagnanti e famiglie a un maggiore senso di responsabilità.
Secondo Puccia, il bilancio delle ultime settimane evidenzia un’attività incessante degli assistenti bagnanti, impegnati in recuperi e interventi spesso complessi. «Se oggi non piangiamo altre tragedie – afferma – lo dobbiamo soltanto alla prontezza, alla professionalità e al sacrificio dei bagnini di salvataggio».
Il presidente dell’ANAB Sicilia denuncia comportamenti che continuano a mettere a rischio la vita delle persone. Tra questi, bambini lasciati in acqua senza la costante sorveglianza dei genitori, spesso con tavolette o gonfiabili, l’utilizzo dei SUP da parte di minorenni senza giubbotto di salvataggio e, in alcuni casi, con più persone sulla stessa tavola.
Non mancano, inoltre, i bagnanti che sfidano il mare spingendosi fino al limite delle acque sicure o affrontando onde e correnti per semplice imprudenza.
Particolare attenzione viene richiamata anche sulla convinzione, diffusa tra molti genitori, che saper nuotare in piscina sia sufficiente per affrontare il mare. «Il mare – sottolinea Puccia – presenta correnti, venti e pericoli che nessuna piscina può insegnare a gestire».
Nel suo intervento, il presidente dell’ANAB evidenzia come troppo spesso vengano ignorate le bandiere di segnalazione esposte sulle spiagge.
«Molti si sentono esperti di mare – osserva – ma dietro una bandiera rossa non c’è un semplice avviso: c’è la valutazione di professionisti che hanno individuato un pericolo reale per la vita delle persone».

L’ANAB Sicilia invita residenti e turisti ad ascoltare sempre le indicazioni degli assistenti bagnanti e a non esitare a chiedere informazioni sulle condizioni del mare e sulle norme di sicurezza.
«Siamo a completa disposizione – conclude Puccia – per spiegare come funzionano la torretta di avvistamento, il pattino di salvataggio, i salvagenti, i rescue can e tutti gli strumenti utilizzati ogni giorno per garantire la sicurezza. Comprendere il nostro lavoro significa contribuire a evitare che una giornata di mare si trasformi in una tragedia».
L’appello si chiude con un augurio rivolto a tutti i frequentatori delle spiagge siciliane: vivere l’estate con serenità, ma soprattutto con prudenza e rispetto delle regole.
