Modica, Anffas nazionale rompe il silenzio sull’indagine

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Anffas Nazionale e Anffas Sicilia intervengono sull’indagine chea coinvolge il presidente e alcuni giovani volontari del servizio civile della sede di Modica, nell’ambito della quale vengono contestate ipotesi di maltrattamenti ai danni di persone con disabilità.

La vicenda è al centro di indiscrezioni che circolano da diversi giorni nel territorio, ma finora non aveva trovato alcuna conferma da parte delle autorità competenti o di altre fonti ufficiali. Una prima presa di posizione arriva ora da Anffas Nazionale e Anffas Sicilia, che hanno diffuso una nota congiunta nella quale l’associazione dichiara di aver appreso la notizia “con profondo sconcerto” e, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e del principio di presunzione di innocenza, prende “la più netta distanza” dai comportamenti contestati, ritenuti incompatibili con i valori, i principi e la mission di Anffas.

L’organizzazione ribadisce che la tutela delle persone con disabilità, della loro sicurezza e del loro benessere rappresenta una priorità assoluta, sottolineando che “non può esservi alcuno spazio per maltrattamenti e violenze” e che verso tali condotte la tolleranza deve essere pari a zero.

Anffas esprime inoltre vicinanza alle persone con disabilità coinvolte e alle loro famiglie, manifestando piena fiducia nell’operato dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’Ordine affinché vengano accertati i fatti e le eventuali responsabilità.

La nota informa che gli organi associativi, a livello nazionale, regionale e locale, hanno già avviato le procedure necessarie per far decadere da ogni carica associativa e da ogni rapporto con Anffas i soggetti coinvolti nell’inchiesta. L’associazione si riserva inoltre di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale.

Infine, Anffas annuncia che chiederà agli enti pubblici competenti di garantire, già a partire dal prossimo mese di settembre, la continuità dei servizi e dei sostegni necessari alle persone con disabilità e alle loro famiglie, affinché non rimangano prive di un’assistenza considerata essenziale.

Sul fronte giudiziario, intanto, prenderanno il via domani i primi interrogatori di garanzia.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità e dai militari della Compagnia di Modica, si è sviluppata nell’arco di circa tre mesi, tra dicembre e marzo, dopo un controllo effettuato dai Carabinieri del NAS all’interno della struttura di zona Circonvallazione Ortisiana. Durante l’ispezione sarebbero emerse alcune criticità relative alle condizioni dei locali e alla gestione dei farmaci, con la segnalazione della presenza di roditori, medicinali scaduti e personale non sanitario impegnato nella somministrazione di terapie agli ospiti.

Gli approfondimenti successivi hanno portato gli investigatori a installare sistemi di intercettazione ambientale all’interno della struttura. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero state documentate condotte ritenute violente nei confronti degli assistiti, oltre a irregolarità nella gestione della somministrazione dei medicinali.

L’ordinanza cautelare, contenuta in circa quattrocento pagine, riguarda complessivamente dodici persone: nove uomini e tre donne. Due degli indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri sono state disposte misure cautelari meno restrittive, valutate sulla base del presunto livello di coinvolgimento.

Gli interrogatori rappresenteranno il primo momento di confronto diretto tra gli indagati e l’autorità giudiziaria. La difesa è affidata agli avvocati Giovanni Favaccio, Alessio Malvaso e Mario Pluchino.

Resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale condanna definitiva.