Turismo religioso internazionale, riflettori sul Ragusano

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Il Ragusano ha le caratteristiche per proporsi nei circuiti internazionali del turismo religioso e spirituale. È la valutazione espressa dalla World Religious Tourism Network – Rete Mondiale del Turismo Religioso, che ha acceso i riflettori sul territorio ibleo individuandone le potenzialità legate al patrimonio religioso, culturale e paesaggistico, alle tradizioni e alla sostenibilità.

L’interesse è emerso in occasione della visita a Modica di Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, ospite del compositore modicano di fama internazionale Joseph Lu, conosciuto come il “pianista dei sogni”.

La permanenza a Modica ha rappresentato per Maimone l’occasione per conoscere più da vicino una realtà nella quale dimensione religiosa, storia, arte, paesaggio e tradizioni popolari continuano a intrecciarsi.

La World Religious Tourism Network, presente secondo quanto comunicato dalla stessa organizzazione in 18 Paesi, punta infatti a creare connessioni tra territori, operatori e flussi turistici legati alla spiritualità, con particolare attenzione anche alla valorizzazione delle comunità locali e allo sviluppo sostenibile.

Lo sguardo espresso dalla Rete non si limita a Modica. L’interesse si estende idealmente a Scicli, Ragusa Ibla, Ispica, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Monterosso Almo e Vittoria, territori nei quali sono presenti differenti espressioni della religiosità e della devozione popolare.

Chiese monumentali e santuari, ma anche confraternite, devozioni mariane, feste patronali, pellegrinaggi e riti tramandati nel tempo rappresentano, secondo la World Religious Tourism Network, un patrimonio che potrebbe contribuire a caratterizzare l’offerta turistica del Ragusano anche sul piano internazionale.

Quella delineata dalla World Religious Tourism Network è, al momento, una prospettiva di valorizzazione: mettere in relazione città, luoghi di culto, comunità e tradizioni del Ragusano per arrivare alla costruzione di un itinerario spirituale capace di rivolgersi anche al pubblico internazionale.

Non si tratta dunque dell’annuncio dell’ingresso già formalizzato del territorio in uno specifico circuito internazionale, quanto dell‘indicazione delle potenzialità che, secondo la Rete, potrebbero essere sviluppate attraverso future connessioni e iniziative di promozione.

In questa prospettiva, la visita alle grandi testimonianze del Barocco potrebbe integrarsi con la scoperta dei santuari, delle feste religiose e delle manifestazioni della pietà popolare, proponendo al visitatore un’esperienza non esclusivamente culturale, ma strettamente legata all’identità e alla storia delle comunità.

La cultura assumerebbe un ruolo centrale. Architettura, arte, storia delle città, riti e tradizioni costituiscono infatti gli elementi attraverso i quali raccontare il territorio, mettendo in relazione il patrimonio materiale con quello immateriale custodito dalle comunità locali.

Accanto alla dimensione culturale e spirituale, la Rete indica nella sostenibilità uno degli elementi sui quali costruire un eventuale percorso di sviluppo. La creazione di itinerari diffusi potrebbe favorire una fruizione più consapevole del patrimonio, valorizzando anche i centri più piccoli e realtà che spesso rimangono fuori dai principali circuiti turistici.

L’idea è quella di promuovere una crescita rispettosa dell’ambiente e delle comunità locali, mantenendo l’autenticità dei luoghi come elemento centrale dell’esperienza proposta ai visitatori.