
Punta di mola, ex villaggio Santa Barbara, e frazione marittima di Marina di Ragusa, riaccende i riflettori su un problema che investe tutta la zona marittima iblea: l’erosione costiera. Ma se per alcune spiagge il problema sembra essere meno incalzante, non lo è affatto per la spiaggetta in questione poiché, essendo molto piccola, a causa del cedimento del costone, non esiste più.
Negli anni tuttavia, molte sono state le segnalazioni in merito alla scarsa attenzione riservata all’arenile che però, costituiva un “approdo” per i numerosissimi abitanti della zona che hanno investito lì, acquistando le loro abitazioni, proprio perché vi insisteva una spiaggia. Questa estate per tutti i bagnanti è diventato un problema reale ma ancor più, un disagio evidente il non poter usufruire di una spiaggetta, costringendo moltissime famiglie a spostarsi altrove per poter godere di una giornata di mare.
Si pensi solo al problema dello spostamento con qualunque mezzo, se famiglie in macchina con relativo incubo parcheggio in altre frazioni marittime del litorale ibleo, da Marina a Punta secca, ad esempio. L’amministrazione comunale di Ragusa fa leva sull’ingente somma impegnata per il miglioramento di tutta la pista ciclo pedonale del lungomare Bisani che sicuramente è un colpo d’occhio ma comunque non è un contrappeso per bilanciare i disagi dei residenti di Punta di Mola che si sono costituiti in un comitato spontaneo di circa 200 persone alquanto agguerrite.
C’è un altro punto da considerare e che travalica di gran lunga il disagio: la pericolosità di tutto l’arenile il cui costone è completamente eroso e vuoto sotto il camminamento. Al di là dunque di rimedi “tampone” quale ad esempio una staccionata in legno che poggia proprio sulla parte franata, e realizzati qualche giorno prima di Ferragosto sotto sollecitazione, è necessario coinvolgere anche altri soggetti deputati alla messa in sicurezza, quale ad esempio il Demanio marittimo, anziché tradurre un problema di tale portata in una incipiente campagna elettorale.
