
Anche la Sicilia entra nel dibattito sull’intelligenza artificiale. A farlo è ESIDIA, l’Ente siciliano per l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale, che attraverso il suo presidente Antonino Sapienza richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare una trasformazione ormai presente nella vita quotidiana, nell’economia e nelle pubbliche amministrazioni senza cedere né alla paura né a una lettura semplicistica del fenomeno.
Il punto non è fermare l’innovazione, ma comprendere quali strumenti servano per governarla. Sapienza invita a distinguere tra rischi concreti, scenari ancora ipotetici e narrazioni catastrofiste che, pur muovendo da interrogativi legittimi, rischiano di consegnare l’intelligenza artificiale nelle mani di pochi grandi operatori mondiali.
«Se l’IA viene raccontata soltanto come una tecnologia troppo potente e pericolosa per essere compresa – è il senso della riflessione dell’ente – si finisce per far passare l’idea che soltanto i colossi tecnologici possano controllarla». Una prospettiva che può aumentare la dipendenza di istituzioni, imprese e cittadini da un ristretto numero di soggetti.
Da qui il tema della sovranità digitale, che per la Sicilia non può restare un concetto astratto. Significa investire in formazione, ricerca, competenze, dati e infrastrutture: data center, capacità computazionale e sistemi in grado di utilizzare e proteggere le informazioni. Un terreno sul quale si gioca anche la competitività dei territori.
ESIDIA richiama inoltre l’importanza delle regole europee, a partire dall’AI Act, e della supervisione umana nei processi più delicati. Sul piano tecnico occorre distinguere l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale da parte delle persone dal possibile disallineamento dei modelli rispetto agli obiettivi fissati dai programmatori.
Il riferimento è a un’innovazione umanocentrica, capace di tutelare la persona e di distribuire in modo più ampio le opportunità generate dalla tecnologia. Per la Sicilia, dunque, la sfida non è soltanto assistere da lontano alla corsa mondiale dell’IA, ma costruire le condizioni per parteciparvi con maggiore consapevolezza e autonomia.
