
Lo scatto dell’astrofotografa Marcella Giula Pace che ritrae Modica nel giorno dell’equiluce e ripresa dalla pagina facebook Passione Astrononia.
“Qualche giorno fa si è verificato l’equinozio d’autunno, comunemente associato all’equilibrio tra dì e notte. In realtà, questa uguaglianza non si verifica esattamente in quella data. Il termine “equinozio” deriva dal latino aequus (uguale) e nox (notte), ma nel giorno dell’equinozio la durata del dì, cioè il tempo compreso tra l’alba e il tramonto, risulta ancora leggermente superiore a quella della notte – spiega Pace -. Questo accade innanzitutto perché il Sole non è un punto geometrico, ma un disco con un diametro apparente di circa 32 minuti d’arco. Convenzionalmente, infatti, l’alba coincide con la comparsa del bordo superiore del Sole sopra l’orizzonte, mentre il tramonto avviene quando quello stesso bordo scompare completamente.
A questo si aggiunge la rifrazione atmosferica, che devia i raggi solari mentre attraversano gli strati dell’atmosfera terrestre, rendendo il Sole visibile prima del suo sorgere geometrico e dopo il suo tramonto reale. Alle nostre latitudini, questo effetto prolunga di alcuni minuti la durata complessiva del giorno.
Per questo motivo, il giorno in cui dì e notte hanno approssimativamente la stessa durata è definito “equiluce”. In autunno, contrariamente a quanto avviene in primavera, l’equiluce cade alcuni giorni dopo l’equinozio. A Modica, ritratta nella foto, l’equiluce d’autunno del 2026 si verifica il 26 settembre, quando tra l’alba e il tramonto trascorrono 12 ore e pochi secondi. La data, tuttavia, può variare in funzione della latitudine: a Milano, per esempio, l’equiluce cade il 25 settembre, un giorno prima rispetto a Modica.
Poiché l’uguaglianza perfetta di 12 ore raramente coincide con un’intera giornata del calendario, si considera come data dell’equiluce quella in cui la durata del dì si avvicina maggiormente alle 12 ore. Queste date sono calcolate considerando condizioni atmosferiche medie. La rifrazione, però, varia in base alla temperatura, alla pressione, all’umidità e alle condizioni locali dell’atmosfera, producendo possibili differenze rispetto agli orari teorici”.
