
«Non si tratta di somme raddoppiate». La presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, interviene nel dibattito sulle indennità dei presidenti dei Liberi Consorzi, dopo il via libera della Commissione Bilancio dell’Ars all’emendamento che introduce un’indennità per i vertici degli enti, collegandola a quella prevista per il sindaco del Comune capoluogo. La norma dovrà ora essere esaminata dall’Aula.
Schembari parla di un adeguamento alla normativa nazionale e contesta alcune delle ricostruzioni circolate nelle ultime ore, soprattutto attraverso i canali social, diffuse anche da deputati regionali.
«Nonostante quanto sostenuto da questi moderni Robespierre, non si tratta di somme raddoppiate», afferma Schembari, spiegando il meccanismo che riguarderebbe la sua posizione.
La presidente del Libero Consorzio di Ragusa è infatti anche sindaco di Comiso. «Nel mio caso, come sindaco di Comiso, ai 4.800 euro lordi che percepisco come sindaco di Comiso, che sono circa 3.180 netti, si aggiungerebbe solo la differenza fra il mio stipendio e quello del sindaco del Comune capoluogo».
Il punto, dunque, secondo Schembari, è che le due indennità non verrebbero semplicemente sommate per intero. Il principio della non cumulabilità è richiamato anche dall’Anci Sicilia, che, intervenendo sul dibattito, ha ricordato come la normativa nazionale riconosca ai presidenti delle Province delle regioni a statuto ordinario un’indennità commisurata a quella del sindaco del capoluogo, non cumulabile con quella percepita come sindaco. Secondo l’associazione, la proposta all’esame dell’Ars riprende questo criterio.
Proprio l’Anci Sicilia, con il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha difeso il ruolo degli amministratori locali, sostenendo che il confronto sui costi sia legittimo ma debba partire da dati corretti. L’associazione ha inoltre chiesto che la normativa siciliana assicuri ai presidenti dei Liberi Consorzi un trattamento coerente con quello previsto per i presidenti delle Province nel resto d’Italia.
Schembari contesta quindi quello che considera un modo fuorviante di rappresentare la vicenda e richiama anche il clima sociale nel quale si inserisce il dibattito.
«Affermare che la regione potrebbe usare queste somme per aiutare i siciliani ad affrontare il caro benzina è falso e fuorviante e fare dichiarazioni simili in un periodo storico come questo, con la grave crisi economica, significa assumersi delle responsabilità ben precise, perché la gente è già disperata e così si rischia di aizzarla contro i sindaci», sostiene la presidente.
«Anche perché non è la Regione che dovrebbe farsi carico di queste somme- precisa- semmai sono risorse a carico dei bilanci dei Liberi Consorzi Comunali. Gli stessi bilanci dai quali, fino al 27 aprile del 2025, i Commissari Straordinari inviati e scelti dalla Regione percepivano mensilmente 4,400 euro più le spese di trasferta, vitto, alloggio…»
Per Schembari, dunque, la discussione sulle indennità dovrebbe essere affrontata partendo dal contenuto effettivo della norma e dal meccanismo di calcolo previsto, evitando ricostruzioni che, a suo giudizio, alimentano l’indignazione senza rappresentare correttamente gli effetti della disposizione.
