Vittoria, economia locale tra UE e BRICS: incontro il 7 ottobre

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Quali conseguenze stanno producendo i cambiamenti degli equilibri economici e geopolitici mondiali sulle economie locali? È il tema al centro dell’incontro “Le economie locali tra l’UE e i BRICS, nel fuoco incrociato delle guerre globali”, in programma domani, mercoledì 7 ottobre alle 18, alla Sala Avis di Vittoria, in via Garibaldi, all’interno dell’EMAIA.

L’iniziativa è promossa dalle/dai Giovani Comuniste/i, dal collettivo LOST YOUTH e dal Circolo di Rifondazione Comunista di Vittoria e Comiso.

A intervenire saranno Paolo Ferrero, della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, e Giorgio Stracquadanio, autore del blog Terramatta. A moderare il confronto sarà Angelo Di Natale, direttore di In Sicilia Report.

L’incontro nasce dalla volontà di analizzare le trasformazioni dell’equilibrio economico e geopolitico mondiale e le loro possibili ricadute sulla Sicilia e sulla provincia di Ragusa.

Al centro della discussione saranno, in particolare, la crescita del peso dei BRICS, l’evoluzione del ruolo dell’Unione Europea, gli accordi commerciali, le trasformazioni delle filiere produttive ed energetiche e le politiche di riarmo.

L’obiettivo dichiarato dai promotori è partire dai grandi processi internazionali per arrivare alle conseguenze concrete sui territori, affrontando temi come agricoltura, industria, energia, infrastrutture, occupazione, investimenti pubblici e distribuzione della ricchezza.

Una parte del confronto sarà dedicata alla posizione della Sicilia, considerata dai promotori dello stesso incontro uno snodo strategico nei traffici energetici e commerciali e sede di importanti realtà industriali e infrastrutturali.

Tra gli argomenti indicati figurano le politiche per l’agroalimentare, la Super ZES, la raffinazione siciliana e la logistica, insieme alla crescente destinazione di risorse alla difesa.

La discussione cercherà quindi di mettere in relazione le scelte economiche e geopolitiche con alcune delle principali esigenze dei territori: lavoro stabile e dignitoso, servizi pubblici, sanità, scuola, infrastrutture, ambiente e beni comuni.

L’incontro, secondo i promotori, intende andare oltre l’analisi dei nuovi rapporti di forza internazionali e interrogarsi sulle prospettive economiche e sociali.

La domanda posta al centro del confronto riguarda infatti quale modello di sviluppo si stia costruendo nella fase di trasformazione dell’ordine mondiale e quali siano gli spazi per un modello alternativo.