
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha convocato per domani la Giunta regionale a Palazzo d’Orleans. La riunione potrebbe essere l’occasione per comunicare le sue dimissioni. All’ordine del giorno figurano i «provvedimenti più urgenti».
Gli sviluppi giudiziari che hanno coinvolto l’ex vicepresidente ed ex consigliere giuridico della Regione, Gaetano Armao, hanno aperto una fase di forte instabilità politica per il governo regionale guidato da Schifani.
Il clima a Palazzo d’Orleans è particolarmente teso. La convocazione straordinaria della Giunta, con un ordine del giorno ridotto ai «provvedimenti più urgenti», arriva infatti mentre si moltiplicano le indiscrezioni sulle intenzioni del governatore, che starebbe valutando l’ipotesi di lasciare l’incarico mentre dalla provincia di Ragusa, il deputato di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza, interpellato dalla nostra redazione sulle possibili dimissioni, risponde laconicamente: “Potrebbe anche essere”.
A mettere sotto pressione gli equilibri della maggioranza sono stati gli sviluppi dell’inchiesta per corruzione condotta dalla Procura e dalla Squadra Mobile di Palermo, nella quale risultano coinvolti l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao e il deputato dell’Ars Giuseppe Geremia Lombardo.
La vicenda giudiziaria ha avuto immediate ripercussioni sul piano politico, facendo emergere divisioni all’interno della stessa maggioranza. Schifani, nelle prime ore, aveva ribadito il principio del garantismo e della presunzione di non colpevolezza. Ma le tensioni nella coalizione sono progressivamente aumentate.
A chiedere un cambio di rotta è stato anche il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, insieme ai vertici nazionali del partito. La richiesta di una svolta nella gestione della Regione segna un evidente irrigidimento dei rapporti con il governatore e mette in discussione il sostegno politico finora garantito a Schifani.
In questo scenario, la riunione convocata d’urgenza da Schifani potrebbe segnare un passaggio decisivo per il futuro del governo regionale. La giornata di domani potrebbe dunque trasformarsi in un vero e proprio momento di resa dei conti politica.
